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SOGNO UN RESIDENCE A STROMBOLI
Arianna Rosica

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| Flash Art n° 275 Aprile - Maggio 09 INCONTRO CON NICOLETTA FIORUCCI, PRESIDENTE DI ALTAROMA |  | | ARIANNA ROSICA: Sei presidente di Altaroma. Ma anche una importante collezionista. In questa vita così impegnata cosa o chi ti ha fatto avvicinare all’arte? Un amico, un artista, il caso? Nicoletta Fiorucci: Grazie a Luisa Laureati, e all’attività della sua Galleria dell’Oca, ho avuto modo di frequentare gli artisti in maniera informale e di visitare i loro studi. Spesso assistevo alla preparazione e all’allestimento delle loro mostre. Ricordo con tanto affetto l’amico Luciano Pistoi, uomo di grande energia e passione per l’arte. Intorno a lui gravitavano numerosi giovani artisti. L’esperienza di Volpaia fu straordinaria per me. | | | AR: Quando hai iniziato la tua avventura di collezionista? NF: Ho iniziato a collezionare sin da ragazza, avevo circa 20 anni… Per ogni regalo importante chiedevo un’opera d’arte. A trent’anni ho ricevuto un acquerello di Giorgio Morandi del 1957! Mio padre è un appassionato d’arte antica e in casa venivano spesso critici d’arte, antiquari e altri amici collezionisti. Ho iniziato con gli “Old master drawings”… Ero affascinata dalla libertà espressiva ed esecutiva che l’artista si concedeva in schizzi e bozzetti, mentre progettava opere ufficiali per una committenza allora così attenta e rigorosa. L’amore per i disegni antichi mi ha quindi portato a studiare la storia dell’arte in maniera sistematica. Presi contatto con lo studio di Giuliano Briganti e iniziai un corso di studi con incipit nell’arte neobizantina e termine ultimo nel neoclassicismo. La mia insegnate era Laura Laureati e studiammo insieme per circa sei anni. Non solo libri, ma anche visite a musei, chiese, collezioni private, e molti, molti viaggi! Non ho mai studiato l’arte moderna né tanto meno l’arte contemporanea, ma nello studio di Briganti ho conosciuto tantissimi artisti. Nel tempo, e con molto impegno, ho iniziato a sviluppare i miei gusti e le mie attitudini anche verso il contemporaneo e dunque ho iniziato a separare l’amico dall’artista. Ammetto che non è stato facile… Per me l’arte inizialmente era solo quella realizzata dai grandi maestri del nostro passato e non riuscivo a cogliere i messaggi espressi nel presente. L’incontro con l’opera di Giorgio Morandi è stato illuminante. Riconosco che quel gigante della poesia e del silenzio ha aperto per sempre la mia conoscenza alla sensibilità contemporanea. AR: Nella tua collezione tra gli altri ci sono anche artisti come Giulio Paolini ed Eliseo Mattiacci. Li hai conosciuti personalmente? Hanno realizzato delle opere site-specific per te, oppure le hai acquistate in galleria? NF: Non ho mai pensato di realizzare opere site-specifi c. Credo sia un’operazione molto rischiosa e complessa, e forse anche un po’ datata. Forse l’unico site-specifi c della mia vita è il giardino che l’architetto paesaggista Paolo Pejrone ha realizzato per la mia casa sull’Appia Antica. Mentre recentemente ho chiesto a Roberto Cuoghi di entrare a far parte dei suoi ritratti “massacrati”. Ma questa è un’altra storia: un modo per vedere e partecipare alla realizzazione di un suo lavoro che ha totalmente trasceso la committenza. Alla fi ne non si tratta di un ritratto, ma di una natura morta. Non un’unica immagine, ma un dittico. Un ritratto di genere. Ritengo altamente importante per me conoscere personalmente l’artista e visitare il suo studio. Posso serenamente affermare che molte delle mie acquisizioni sono avvenute dopo l’incontro con l’autore delle opere che ora fanno parte della mia collezione. Ma questo non deve essere e non è mai stata una regola. Spesso è successo anche il contrario. Recentemente, per esempio, ho acquisito lavori di Goshka Macuga, Sterling Ruby e Trisha Donnelly e non vedo l’ora di conoscerli personalmente. | | |  | | GOSHKA MACUGA, Deutsches Volk - Deutsche Arbeit, 2008. Vetro, legno, metallo, 170 x 450 x 300 cm. Veduta dell’installazione presso la Neue Nationalgalerie, Berlino, 5th Berlin Biennale. Courtesy Kate MacGarry, Londra. Foto: Uwe Walter. | | | AR: In questo periodo di recessione e dunque di maggior cautela e oculatezza come si muove la collezionista? Stai a guardare oppure ti avvicini ad artisti giovani e giovanissimi? NF: La crisi fi nanziaria ha sicuramente inciso sul budget che destino alla mia collezione, ma non sulla scelta di campo. Da tempo sostengo musei e istituzioni come il Castello di Rivoli, il MACRO, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ACACIA e Viafarini; istituzioni che, tra le svariate mission, promuovono anche e/o soprattutto i giovani emergenti. Attraverso queste esperienze e collaborazioni ho maturato il desiderio di avvicinarmi di più, di comprendere meglio le dinamiche alla base della più stringente contemporaneità. In questa fase del mio percorso ho scelto di essere accompagnata da un curatore, da un professionista che potesse introdurmi a una realtà internazionale molto articolata e diffi cile da decriptare. L’incontro con Milovan Farronato è stato determinante. Finalmente posso realizzare il mio desiderio di conoscere i meccanismi dell’arte emergente. Niente più fi ltri di gallerie, fiere, e vip program! E al loro posto, per iniziare, una visita nel sottosuolo dove la Summer Academy del Zentrum Paul Klee di Berna ha organizzato una mostra collettiva. Un’occasione per conoscere Katharina Fritsch di cui già possedevo una scultura (un lucido serpente nero alto tanto quanto l’artista), e il giovane artista russo Alexej Koschkarow da lei nominato per il programma di residence estiva presso il centro bernese. E poi, ancora, a fine novembre la visita agli Open Atelier della Rijksakademie di Amsterdam dove mi sono imbattuta nel lavoro di due promettenti artiste olandesi (Sarah van Sonsbeeck e Sharon Houkema) di cui ho acquisito immediatamente un’opera. E poi sempre in questa occasione ho selezionato con Milovan un giovane artista turco, Sefer Memişoğlu, a cui offrire la possibilità di una residenza a Milano all’interno del programma VIRViafarini in residence. Scegliere un artista tra tanti interessanti è stato un lavoro di dibattito e rifl essione molto profonda che ha sicuramente contribuito alla crescita della mia consapevolezza. Ho dovuto rispondere a domande quali: com’è possibile valutare il talento e le potenzialità di persone così giovani? Ho tanti progetti per il futuro, forse solo sogni… Mi piacerebbe, per iniziare, realizzare un residence sulle rive del Mediterraneo, utilizzando la mia casa a Stromboli. Un luogo già molto amato dagli artisti. Runa Islam è già venuta e Christian Holstad (entrambi artisti presenti nella mia collezione) ha addirittura realizzato un lavoro ispirato a quei paesaggi. Penso che anche questo entrerà a far parte della mia collezione. AR: Presiedi una delle più importanti manifestazioni della moda. Hai mai pensato a un progetto tra arte e moda? Pensi che tra la moda e l’arte contemporanea ci sia una correlazione? NF: Penso a tante possibili e significative correlazioni tra arte e moda. Ma penso anche che in ogni epoca questa correlazione prenda forme differenti. Per esempio ho appena letto Schoking Life e non credo proprio sia più riproducibile quello che è accaduto tra Elsa Schiaparelli e i suoi amici surrealisti! Per Altaroma mi piacerebbe lavorare a un progetto con Sylvie Fleury. Arianna Rosica si occupa dei progetti speciali per Flash Art. Nicoletta Fiorucci è presidente di Altaroma. Vive e lavora a Roma. | | |  | | GIULIO PAOLINI, Amore e Psiche, 1989. Sedie dorate, ali di cartoncino dorato, tessuto dorato, 2 telai, 2 lastre di plexiglas, 100 x 265 x 101 cm; TRISHA DONNELLY, Untitled II (Peralta), 2007. Stampa digitale, 158 X 112 cm. Courtesy Casey Kaplan, New York. | | |
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