| MT: Intendete attivare una pluralità di punti di vista rispetto al territorio? LT: Il territorio è tutto ciò che aspetta, silente o meno, al di fuori del mio derma. Saremo almeno in dodici persone ad abitare il territorio, definirlo e viverlo. Il punto di partenza è Palazzo Pepoli, via Castiglione, Bologna, altro adesso non lo so, lo saprò il 26 aprile. MT: Come intendete coinvolgere il contesto urbano, lo spazio museale e gli eventi in corso in città? Chiara Bertola: Bologna è una città ricca di eventi legati al mondo delle arti, da Artefiera al nuovo festival Live Arts Week fino ad Artelibro: organizzare un laboratorio per giovani che si affacciano a questo modo senza tenere conto di questi appuntamenti sarebbe stato poco sensato. Già la sola coincidenza temporale offre la possibilità ai partecipanti, provenienti dalle accademie di tutta Italia, di trovarsi in città in momenti particolarmente ricchi di eventi e quindi di partecipare ai diversi appuntamenti. Lo spazio del Museo della storia di Bologna di Palazzo Pepoli è il luogo stesso nel quale avviene il laboratorio e quindi direttamente coinvolto nella creazione del lavoro finale che terrà conto di ciò che il palazzo contiene e quindi della storia della città. Infine pensiamo nelle edizioni future di poter coinvolgere anche altri luoghi cittadini come sedi espositive del lavoro finale degli studenti. MT: Su che piano è possibile costruire delle sinergie con essi? CB: Le collaborazioni possono essere di vario tipo, dallo scambio di idee a quelle di contenuti, penso per esempio al fatto che in questa prima edizione di Accademie Eventuali uno dei due artisti docenti del nostro laboratorio, Luca Trevisani, è anche fra gli ospiti della concomitante Live Arts Week, ma si può pensare a sinergie di diverso tipo dalla presentazione del laboratorio nel programma di incontri di Artelibro alla mostra del lavoro finale nel cartellone degli eventi di Artefiera. |