| FS: Puoi descriverci brevemente la tua ricerca? VC: Faccio una fatica enorme a definire la mia ricerca, si tratta sempre di tentativi, sforzi intellettuali ed emotivi. Essendo io stessa il mio primo giudice e censore, mi interessano le situazioni in cui questo aspetto viene messo alla prova dalla parte piú istintuale di me e dalle condizioni del contesto in cui mi trovo ad agire. Tali situazioni possono assumere l’aspetto di un confronto fisico e performativo tra me e gli altri, oppure di una ricerca condivisa e partecipata su conoscenze e abilitá personali. La collaborazione e lo scambio sono fondamentali nel processo, dando alla ricerca la riflessione critica necessaria. Credo nel potenziale dell’arte e nella possibilitá di esprimere bellezza attraverso l'empatia. Una trasmissione di energia tra persone. La dimensione educativa ha un grande valore, in primo luogo personale, e ritengo di enorme interesse le modalità di "autoeducarsi" e diventare “artisti”. FS: A quali progetti stai lavorando ora? VC: Un probabile trasferimento da Bologna a Milano e le nuove condizioni di vita mi consentiranno di concentrarmi sulla pratica artistica con entusiasmo ed energia. Sto portando a termine un lavoro da presentare a dicembre 2009 a Faenza, a seguito del workshop con l’artista in residenza Luca Trevisani presso il Museo Carlo Zauli. L’incontro con la ceramica è stato il nucleo dell’esperienza e, per ora, la mia estraneitá rispetto al materiale e ai suoi usi mi ha consentito di sperimentare con l’argilla cruda. Mi piace pensare che l’arte possa essere il campo in cui ricominciare tutto da capo, con un senso di onnipotenza e una buona dose di fantasia per reagire alle frustrazioni che le cadute comportano. Altri progetti in cantiere sono: un Art Power Consultancy Group che risolve secondo le proprie possibilitá questioni e problemi pratici posti dalle comunità; la proposta di strumenti didattici alternativi per immigrati e visitatori in Italia. |