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Opere, opere - Sandro Chia
Cat. Sandro Chia
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La nuova maniera italiana
Jiri Kolar
Il boscaiolo magico e la civetta



New York - 09/09/2010
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Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla sono stati selezionati dal Federal Advisory Committee on Inte...
Mestre - 08/09/2010
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Sottobosco festeggia il suo primo anno di attività con la mostra collettiva “My Favourite Things...
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Bolzano - 06/09/2010
Al via a Bolzano la rassegna Transart10 e la personale di Isa Genzken
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New York
parte il 25/02/2010
termina il 30/05/2010

2010 Whitney Biennial
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Shanghai
parte il 12/05/2010
termina il 16/05/2010

Art Shanghai
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Sidney
parte il 12/05/2010
termina il 01/08/2010

17th Biennale of Sydney
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Valentina Curandi
Francesco Scasciamacchia

 

YOUNG...issimi!  
 
FLASH ART INCONTRA GIOVANI ARTISTI
 
Anno e luogo di nascita: 1980, Cattolica (RN)
 

Francesco Scasciamacchia: Quale è la tua formazione accademica e non?

Valentina Curandi: Vengo da un’esperienza di progressivo avvicinamento alla pratica artistica. Dopo gli studi teorici in Storia dell’Arte e la specializzazione in Comunicazione e didattica ho iniziato diverse collaborazioni come operatore culturale con istituzioni museali dedicate all’arte contemporanea. Sono stata a stretto contatto con gli artisti, le opere e soprattutto con il pubblico, con il quale a un certo punto ho iniziato a interagire mettendo in discussione i ruoli imposti dal contesto (io mediatore, loro pubblico in visita). Ciò ha consentito l’accadere di situazioni improvvise che hanno messo in campo la “performatività” di tutti i partecipanti.

Dal 2008 mi occupo di progetti artistici che indagano le relazioni tra contesti educativi e pratiche artistiche. Nel maggio 2009 il progetto "Fare il Pane a Bologna" ha vinto il Premio Iceberg nella Sezione Arte Pubblica; mentre alcune proposte sono state selezionate per partecipare a piattaforme e residenze all’estero (Kassel, Berlino e Repubblica Ceca). 

 

Valentina Curandi, Romantic, performance, Schloss Brollin, Berlino, 2009.

 

FS: Puoi descriverci brevemente la tua ricerca?

VC: Faccio una fatica enorme a definire la mia ricerca, si tratta sempre di tentativi, sforzi intellettuali ed emotivi. Essendo io stessa il mio primo giudice e censore, mi interessano le situazioni in cui questo aspetto viene messo alla prova dalla parte piú istintuale di me e dalle condizioni del contesto in cui mi trovo ad agire. Tali situazioni possono assumere l’aspetto di un confronto fisico e performativo tra me e gli altri, oppure di una ricerca condivisa e partecipata su conoscenze e abilitá personali. La collaborazione e lo scambio sono fondamentali nel processo, dando alla ricerca la riflessione critica necessaria.

Credo nel potenziale dell’arte e nella possibilitá di esprimere bellezza attraverso l'empatia. Una trasmissione di energia tra persone. La dimensione educativa ha un grande valore, in primo luogo personale, e ritengo di enorme interesse le modalità di "autoeducarsi" e diventare “artisti”.

 

FS: A quali progetti stai lavorando ora?

VC: Un probabile trasferimento da Bologna a Milano e le nuove condizioni di vita mi consentiranno di concentrarmi sulla pratica artistica con entusiasmo ed energia. Sto portando a termine un lavoro da presentare a dicembre 2009 a Faenza, a seguito del workshop con l’artista in residenza Luca Trevisani presso il Museo Carlo Zauli. L’incontro con la ceramica è stato il nucleo dell’esperienza e, per ora, la mia estraneitá rispetto al materiale e ai suoi usi mi ha consentito di sperimentare con l’argilla cruda.

Mi piace pensare che l’arte possa essere il campo in cui ricominciare tutto da capo, con un senso di onnipotenza e una buona dose di fantasia per reagire alle frustrazioni che le cadute comportano. Altri progetti in cantiere sono: un Art Power Consultancy Group che risolve secondo le proprie possibilitá questioni e problemi pratici posti dalle comunità; la proposta di strumenti didattici alternativi per immigrati e visitatori in Italia.

 

www.fareilpaneabologna.net


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