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Venezia - 01/09/2010
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Dopo l’annuncio del presidente Obama della fine della guerra in Iraq, si profila anche la possibil...
Trento - 01/09/2010
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Gwangju (Repubblica di Corea) - 30/08/2010
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New York
parte il 25/02/2010
termina il 30/05/2010

2010 Whitney Biennial
...
Shanghai
parte il 12/05/2010
termina il 16/05/2010

Art Shanghai
...
Sidney
parte il 12/05/2010
termina il 01/08/2010

17th Biennale of Sydney
...

Un giro al P.S.1
Amalia Piccinini

UN'ARTISTA ITALIANA A NEW YORK

Speranze, illusioni e delusioni di una giovane artista

 

Amalia Piccinini amaliapiccinini.ny@gmail.com

Ho scelto un Lunedi’ pomeriggio per andare al P.S.1 (Contemporary Art Center) e vedere con calma la tanto “ discussa” mostra “ Senso Unico”.
Trovo difficile parlare di quello che ho visto perche’ in generale non e’ facile capire la connessione tra opere molto diverse tra loro come in questo caso, anche se la Direttrice del P.S.1, Alanna Heiss dice di aver riunito questi artisti per il loro talento unico e per i percorsi individuali da loro scelti.
All’ ingresso delle sale che ospitano la mostra lo spettatore viene introdotto da un cartello stradale (di quelli italiani) appeso al muro: la freccia con su scritto appunto senso unico, lo guardo abbastanza perplessa e poi entro.
In una stanza mi trovo davanti il noto orso giallo di Paola Pivi che sicuramente ha il suo effetto…tutti i presenti compresa la sottoscritta ci girano intorno controllando la voglia irresistibile di toccarlo!

 
Paola Pivi Life is Great, 2007 Urethanc foam, plastic, wood, steel,   feathers
236x133x118 cm

Si, perche’ nonostante il muso dell’ orso sia veramente aggressivo, esso contrasta con la morbidezza che le piume gialle emanano, vi assicuro che nessuno dei presenti si e’ posto di pensare al significato dell’ opera ( forse un modo per riflettere sull’ assurdita’ degli incroci delle razze ), ma ha continuato a cercare di toccare le piume senza farsi vedere dall’uomo della sicurezza (guardo sempre le reazioni del pubblico davanti alle opere, e’ la mostra dentro la mostra).
Nella stanza successiva vedo il video di una delle performance di Vanessa Beecroft che e’ decisamente drammatico in cui condanna il genocidio nel Darfur, titolo dell’ opera: VB61 Still Death! Darfur still Deaf ? mentre alle pareti vi sono due tele di cui una molto grande che ritraggono volti di donna dipinti con colori soft ma vagamente inquetanti.
Proseguo perche’ attirata dalla musica del Can Can ed entro in una sala per vedere il video presentato dalla Ra Di Martino in cui si da’ sfogo ad una delle tante fantasie di cui e’ capace l’ uomo contemporaneo: trovarsi davanti a uno specchio nella propria casa, indossare parrucca, travestirsi da donna e accendere la radio…quindi ballare il Can Can con movenze un po’ forzate ma sicuramente liberatorie e devo dire con una certa comicita’ ma anche tristezza nelle espressioni del volto.
Non sono sicura di quanto possa essere originale un video di questo tipo, ma in fondo e’ diretto e a suo modo mi fa riflettere sulla doppia personalita’ e sui desideri nascosti di tante persone.
La musica proveniente dal video della Di Martino e’ talmente alta e ripetitiva che invade e copre quasi totalmente il video della stanza a fianco tanto che non riesco a sentire bene e dunque procedo felice di trovarmi davanti i lavori di Angelo Filomeno.
Due grandi tele con i suoi noti ricami, veramente di una raffinatissima contemporaneita’ che ritrovo anche in due elmi-sculture pendenti dal soffitto.
Poi e’ la volta di una scultura di Adrian Paci (di cui ll 10 Novembre si inaugura una personale alla Smith-Stewart Gallery) dal titolo: “Home to go” e di una serie di piccole tavole dipinte, tratte da quelle per il suo: il Vangelo secondo Pasolini.
Il video di Francesco Vezzoli (Marlene Redux: a true Hollywood Story!) ha un ritmo accattivante ma forse non riesco ad entrare del tutto nel suo lavoro,  come anche le altre cose che ho visto a questa mostra e che non ho citato (Paolo Canevari, Pietro Roccasalva di cui ho visto cose piu’ interessanti altrove), scusate se non riesco a raccontarvi tutto, anzi, volete la verita’ ? Mi e’ piaciuto veramente solo Angelo Filomeno.
Vorrei invece riparlarne dopo aver visto un solo show di ognuno di questi artisti, allora sono sicura che avrei modo di apprezzarli tutti, uno ad uno nei rispettivi lavori, entrare dentro le loro ricerche e dunque si che potrei essere obiettiva e dire la mia su questi italiani che attualmente ci rappresentano nel mondo.
In una collettiva come questa non si puo’ veramente esprimere un opinione personale ne’ tantomeno approfondire vista l’assenza di un catalogo, aggiungo anche che tutte le volte che vado al P.S.1 avverto un senso di angoscia perche’ e’ uno spazio troppo grande e dispersivo, con lunghi corridoi scuri che mi fanno pensare ad un carcere, le opere vi si perdono dentro o forse non sono ben allestite, non mi sembra un museo, ne’ tantomeno un luogo cult dell’ arte contemporanea.
Se qualcuno che ha visto questa mostra e ne ha voglia, puo’ di dirmi le sue impressioni o confrontarle con le mie, io sono qui per imparare da punti di vista diversi.
Sito web : www.ps1.org

 
flower, 42 x 42 inches, acrylics, pastels, pencil, oil pastels,   paper,metal, fabric on canvas, 
2007 spoons, 42 x 42 inches,   acrylics, pastels, pencil, oil pastels, paper,
metal, fabric on canvas,   2007

Yuko Ueda a D.U.M.B.O.

Questa sera torno a D.U.M.B.O. in Brooklyn per andare all’ opening di una giovane artista giapponese al suo primo solo show in New York, Yuko Ueda.
Conosco ed ammiro da tempo il lavoro della Yueda e non nascondo di essere molto contenta di andare, e’ l’evento cool di questa mia settimana newyorchese.
Lo show e’ alla Seed Gallery, una galleria altrettanto giovane, ha aperto infatti il suo spazio qui tre anni fa’ e presenta artisti emergenti che lavorano con pittura e scultura.
La Seed gallery si trova al primo piano di un edificio costituito all’interno da lunghi corridoi dove ad ogni porta (suite) corrisponde una galleria, eccomi arrivata: entro!
Lo spazio e’ elegante, un’ unica lunga stanza dove l’allestimento minimale presenta con gusto le opere di Yuko Ueda, i suoi quadri respirano ampiamente perche’ esaltati dal bianco impeccabile delle pareti e perche’ illuminati perfettamente.
Dico questo perche’ penso che un ottimo allestimento sia fondamentale ma non scontato purtroppo, a volte mi e’ capitato di vedere spazi affollati dove le opere esposte soffrivano e non riuscivano a suscitare interesse.
AP: Ciao Yuko  come stai, complimenti davvero.
YU: Ciao Amalia, grazie per essere venuta.
AP: Un mio privilegio, grazie a te per l’invito.

 
15 pieces seriez of
'drip drop of sunlight', 9 x 12 inches, acrylics,   pastels, pencil,
oil, paper, metal, fabric on canvas, 2007

Dopo un abbraccio eccomi ad ammirare i suoi quadri, il titolo della mostra e’ : Roots of Thoughts, la sua pittura e’ misteriosa, qualcosa di non conosciuto e’ impresso nelle tele, forse richiami a paesaggi giapponesi ma e’ solo una mia sensazione, c’e’ molto e molto di piu’.
Questi lavori, sia quelli piccoli che quelli grandi, emanano profondita’ e passione, qualcosa di metafisico e qualcosa che ha a che fare con i cinque sensi…
Il veicolo primario della sua ricerca e’ la natura, la bellezza del mondo che e’ intorno a noi: un seme sotto terra, le radici che cercano nutrimento, l’ acqua dell’oceano, la nascita di un fiore, la rinascita di una foglia morta, il ruolo del tempo in natura e la sua relazione con lo spirito umano.
Nel cercare e sentire tutti questi elementi, la Ueda usa diversi materiali: pietre, sabbie, fili, cardini delle porte, carta, stoffa, il tutto in un collage che comprende colori luminosi, acrilici e pastelli che sanno di terra, mischiati con l’acqua, portati sulla tela dai pennelli ma anche direttamente con la mano per un contatto autentico e fisico.
Quello che mi piace, e’ che a prima vista sembrano quadri romantici e forse in parte lo sono, ma non del tutto, sono quadri cosi’ vissuti che hanno qualcosa di drammatico, l’ostinazione a cercare una speranza, la luce che a un certo punto vedo sempre uscire dalle sue tele, li’ da qualche parte e intanto, mentre la cerco con gli occhi sento di attraversare molti ostacoli, dei segreti?
Mi piace inoltre, che i suoi quadri hanno un richiamo orientale ma non sono tradizionali, vivono di un proprio linguaggio che li rende riconoscibili nella loro unicita’.
AP: Yuko, sei a NY da poco piu’ di due anni e questo e’ il tuo primo solo show, come e’ avvenuto, pensi che accada a molti giovani?
YU: Tutti abbiamo difficolta’ a trovare la galleria e ad emergere, per avere queso show ho impiegato piu’ di un anno in meeting con il gallerista, iniziando piano piano, una conversazione, due, tre, fino a suscitare il suo interesse e la sua fiducia.
AP: Piu’ di un anno?
YU: Si, ci vuole molta pazienza e costanza, ma poi tu lo sai meglio di me.
AP: Si, ma i lettori italiani vogliono sapere.
YU: Io posso dire che succede se insisti, ci devi lavorare, farti vedere, tornare, parlare.
AP: Bisogna ammettere che il pimo approccio e’ difficile pero’…
YU: Ma anche in quello bisogna insistere, andare agli opening magari con qualcuno che gia’ conosce qualcun’ altro, ma comunque andare, non si sa mai.
AP: Bisogna naturalmente avere anche un lavoro all’altezza della situazione, interessantissimo.
YU: Certo, quando l’occasione arriva il lavoro che presenti e’ l’unica vera possibilita’ che hai.
AP: Grazie ancora Yuko, in bocca al lupo.
Per chi volesse approfondire il lavoro di Yuko Ueda questo e’ il suo sito web: www.yuukoueda.com

 

Amalia Piccinini è una giovane artista italiana che vive a New York. Chiunque voglia scriverle per chiedere consigli e suggerimenti puo' farlo a questo indirizzo: amaliapiccinini.ny@gmail.com

 

Una opinione sui tuoi articoli

Ciao Amalia,
sono Emma una lettrice di FlashArt che vive a MIlano per lavoro.
Volevo esprimere una mia opinione su i tuoi articoli di FlashArt.
Mi piace molto il tuo modo di scrivere semplice e non troppo critico, comprensibile a tutti anche a chi non fa parte del mondo degli artisti ma è incuriosito da esso.
Interessante anche la scelta degli artisti, molte volte completamente sconosciuti come nome ma decisamente apprezzabili nel loro lavoro.
Inoltre le foto permettono di visualizzare il tutto e a chi, come me, basta poco per viaggiare con la mente; permettono di visualizzare delle esposizioni non possibile da vedere di persona data la lontanza....però sicuramente incuriosiscono e fanno programmare un possibile viaggio nella Grande Mela.
In conclusione: ho gradito molto questa novita' sul sito e spero apparira' presto anche sul magazine.
Cordialmente
Emma Spinozzi - Emma.Spinozzi@dolcegabbana.it
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Cercando di capire l' arte contemporanea

Gent.ma Emma,
grazie per la sua e-mail e per esternare il suo sincero gradimento per la rubrica, non puo' che farmi piacere ed incoraggiarmi a fare meglio. Quando vado in giro a vedere le mostre, penso spesso che come me, anche i lettori si farebbero delle domande precise, mi preme molto la ricerca del capire quello che si vede, un approfondimento consapevole ma non difficile che sveli i messaggi dell' arte contemporanea, cosi' affascinante ma a volte troppo ermetica. Mi sembra di intuire che a Milano lei svolga una professione molto interessante, dunque buon lavoro e spero che voglia continuare ad ipotizzare il suo viaggio attraverso la lettura di New York New York.
Un saluto
Amalia

 

Cercasi Chelsea
Gentile Amalia,
Sono residente a New York da diversi anni e solo da poco ho ricominciato a visitare gallerie. Ho letto casualmente il suo scorso articolo e successivamente ne ho letto un altro precedente.
Mi e' piaciuta la sua descrizione di Chelsea dove oramai passo saltuariamente.
Purtroppo non ho il tempo di visitare mostre d'arte spesso. Le chiedo cortesemente di indicarmi un sito affidabile (non troppo commerciale), che mi indirizzi per poche ma particolari esibizioni.
Mi fido del suo gusto, anzi, se preferisce suggerisca lei cio' che ritiene di valore nei suoi articoli.
Ringraziandola le porgo distinti saluti.
Andrea Galasso - multiplend@aim.com


Nei due siti di Flashart!

Gent.mo Andrea,
grazie per la sua e-mail e per essersi interessato ai miei articoli. Devo dire che e' un peccato che lei viva a NY, ma che non abbia abbastanza tempo per dei giri a Chelsea e non solo, dove godere della scena artistica del momento. Personalmente le consiglierei di continuare a fare di FlashArt il suo strumento guida per una tempestiva ed attentissima selezione di opere ed artisti da seguire, come pure di eventi d' arte contemporanea da non perdere in tuto il mondo. Dunque oltre al sito italiano che gia' conosce le segnalo anche quello internazionle.

www.flashartonline.com

Un caro saluto a lei.
Amalia

 
 

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