AP: Con quale stato d’animo dopo un anno ritorni davanti a questa tomba? C’è un senso di aspettativa da parte tua?
RdM: Non proprio, perché so che troverò il solito cimitero ormai vuoto: solo una volta c’era una persona. Si tratta soprattutto dell’attesa legata al gesto che io ripeto in quel luogo specifico, così lontano e così silenzioso: in realtà è più un incontro con me stessa dopo un anno, dato che la tomba è qualcosa che non può mutare.
Continuando a parlare, mi dice che le piace andare nei cimiteri, poi mi mostra la sequenza di foto scattate in questi anni davanti la tomba della Monroe.
Sembrano scattate da persone differenti, perché non c’è alcun tipo di ritualità nelle scelte tecniche ed emotive.
Luce, distanza, inquadratura, data del viaggio, sono sempre diversi; immagino l’artista arrivare sul luogo e semplicemente scattare una foto davanti a sé.
Lo scatto del 2008 è quello che mi colpisce di più per la presenza di due “impronte” di rossetto sulla tomba…
Così scopro che le persone baciano una tomba, dunque la morte.
Il suo lavoro fa riflettere su quanto Marilyn Monroe sia andata oltre il concetto di immortalità che risiede nell’immaginario collettivo.
AP: Esiste un pellegrinaggio anche turistico verso le tombe delle celebrità situate in diverse città del mondo. Secondo te, che tipo di curiosità fa nascere nelle persone il desiderio di visitarle?
RdM: Credo sia un modo di sentirsi più vicino a icone altrimenti intoccabili, irraggiungibili. È un modo per renderle più umane.
AP: Rä di Martino è nota anche e soprattutto per i suoi video. Il suo ultimo lavoro s’intitola “August 2008” in cui un uomo e una donna…
Cosa succede a questa coppia?
RdM: Sono immobilizzati nel bel mezzo di un’azione. Ho immaginato, come in un museo delle cere, una scena tipica di un film degli anni ‘50 con due attori bellissimi in costume che si rincorrono su una scalinata grandiosa. I due sono bloccati sulla scala, come in un fermo immagine di un film che noi osserviamo con la cinepresa che li scruta da vicino, l’occhio, la mano, il collo e così avviene anche per i dettagli di questa villa impolverata. Improvvisamente, i due attori, restando immobili, cominciano a cantare un coro minimale composto delle “news” dell’Agosto del 2008, dal disgelo del Polo Nord a Michael Phelps, dalle Olimpiadi alla caduta di un aereo a Madrid… sono come dei ventriloqui che cantano il loro futuro che poi è già il nostro passato.