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Rä di Martino
Amalia Piccinini

UN'ARTISTA ITALIANA A NEW YORK

Speranze, illusioni e delusioni di una giovane artista

 

Amalia Piccinini amaliapiccinini.ny@gmail.com

Treno F complimenti…a volte hai la capacità di farmi “odiare” questa città.

Eppure sono innamorata di New York.

In un giorno di pioggia come questo, è anche grazie a te se arrivo tardi all’appuntamento con l’artista Rä Di Martino,  che mi sta aspettando in quello che attualmente è il suo “studio”: un caffè a Brooklyn dove tutti i presenti sembrano aver traslocato con i loro computer!

Quando entro, l’artista mi saluta con un sorriso mentre io mi scuso per il ritardo. Poi, cominciamo a parlare.

– Le domande le faccio io – dice lei.

Scopriamo così che oggi ho preso solo un caffè e lei ne ha già bevuti cinque, che entrambe amiamo camminare per ore a Downtown, e che siamo arrivate a New York nel 2005.

Le chiedo del suo lavoro attuale.

Innanzitutto parliamo di viaggi, perché negli ultimi mesi mi racconta che non si è fermata mai, per questo ha lasciato il suo studio È appena rientrata dall’Italia, dopo una sosta a San Francisco.

Come ogni anno, è volata a Los Angeles per visitare la tomba di Marilyn Monroe e per continuare un progetto fotografico iniziato cinque anni fa che la costringe a scandire il tempo con un misto di ironia e …

 

Amalia Piccinini: E cosa?

Rä di Martino: E curiosità, soprattutto di vedere se veramente manterrò questa promessa con me stessa per sempre! Il progetto è nato per caso nel 2004, e mi sono ripromessa di andare ogni anno a fare la stessa foto alla tomba di Marilyn. Quando sono lì, mi faccio anch’io una foto, per vedere il passaggio del tempo anche su di me: mentre la tomba rimane uguale, io invecchio…

 

Untitled  (marilyn 2008), ongoing project , C-Print 60cm x 80 cm

 

AP: Con quale stato d’animo dopo un anno ritorni davanti a questa tomba? C’è un senso di aspettativa da parte tua?

RdM: Non proprio, perché so che troverò il solito cimitero ormai vuoto: solo una volta c’era una persona. Si tratta soprattutto dell’attesa legata al gesto che io ripeto in quel luogo specifico, così lontano e così silenzioso: in realtà è più un incontro con me stessa dopo un anno, dato che la tomba è qualcosa che non può mutare.

 

Continuando a parlare, mi dice che le piace andare nei cimiteri, poi mi mostra la sequenza di foto scattate in questi anni davanti la tomba della Monroe.

Sembrano scattate da persone differenti, perché non c’è alcun tipo di ritualità nelle scelte tecniche ed emotive.

Luce, distanza, inquadratura, data del viaggio, sono sempre diversi; immagino l’artista arrivare sul luogo e semplicemente scattare una foto davanti a sé.

Lo scatto del 2008 è quello che mi colpisce di più per la presenza di due “impronte” di rossetto sulla tomba…

Così scopro che le persone baciano una tomba, dunque la morte.

Il suo lavoro fa riflettere su quanto Marilyn Monroe sia andata oltre il concetto di immortalità che risiede nell’immaginario collettivo.

 

AP: Esiste un pellegrinaggio anche turistico verso le tombe delle celebrità situate in diverse città del mondo. Secondo te, che tipo di curiosità fa nascere nelle persone il desiderio di visitarle?

RdM: Credo sia un modo di sentirsi più vicino a icone altrimenti intoccabili, irraggiungibili. È un modo per renderle più umane.

 

AP: Rä di Martino è nota anche e soprattutto per i suoi video. Il suo ultimo lavoro s’intitola “August 2008” in cui un uomo e una donna…

Cosa succede a questa coppia?

RdM: Sono immobilizzati nel bel mezzo di un’azione. Ho immaginato, come in un museo delle cere, una scena tipica di un film degli anni ‘50 con due attori bellissimi in costume che si rincorrono su una scalinata grandiosa. I due sono bloccati sulla scala, come in un fermo immagine di un film che noi osserviamo con la cinepresa che li scruta da vicino, l’occhio, la mano, il collo e così avviene anche per i dettagli di questa villa impolverata. Improvvisamente, i due attori, restando immobili, cominciano a cantare un coro minimale composto delle “news” dell’Agosto del 2008, dal disgelo del Polo Nord a Michael Phelps, dalle Olimpiadi alla caduta di un aereo a Madrid… sono come dei ventriloqui che cantano il loro futuro che poi è già il nostro passato. 

 

August 2008, 16mm film, 5 minutes

AP: Lavori sempre o quasi con attori professionisti, e mi hai detto che nella tua vita sei sempre stata circondata da attori: certamente questo non capita a tutti. Cosa significa per te vivere ed essere cresciuta con persone che recitano?

RdM: In un certo senso proprio perché è sempre stato così non è poi così speciale. Anche mia mamma è un’attrice quindi sono proprio abituata a dialogare con questo mondo. Mi sento fortunata perché gli attori possono intimidire, quindi sentirmi a mio agio mi aiuta molto a collaborare con loro. In generale, sono sempre state le persone più generose che partecipano ai lavori degli artisti. Nonostante non siano pagati, si mettono in gioco in progetti che spesso non sono nelle loro corde. Quando penso a un nuovo lavoro, ho già in mente un attore o un’attrice: che siano amici o meno non importa.

Amalia Piccinini è una giovane artista italiana che vive a New York.

Chiunque voglia scriverle per chiedere consigli e suggerimenti puo' farlo

a questo indirizzo: amaliapiccinini.ny@gmail.com


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