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Georg Gatsas – Studio visit
Amalia Piccinini

UN'ARTISTA ITALIANA A NEW YORK

Speranze, illusioni e delusioni di una giovane artista

 

Amalia Piccinini amaliapiccinini.ny@gmail.com

Georg Gatsas mi accoglie nella sua casa – studio situata nel Lower East Side per mostrarmi le sue fotografie, parlarmi della mostra “Five Points” presentata nel 2008 presso la James Fuentes Gallery e del libro dal medesimo titolo di prossima pubblicazione con la casa editrice Nieves.

Ci sediamo, mi racconta di essere metà svizzero e metà greco e di lavorare attualmente tra la Svizzera e New York.

 

Georg Gatsas, installation view of the "Shifting Identities" exhibition at the Kunsthaus Zurich in summer 2008 

 

“Five Points” è la zona di Manhattan che oggi si trova tra Chinatown e il Finacial District, il nome deriva dai cinque corner presenti in questa intersezione.

La storia di questo quartiere è stata descritta nel 1928 nel libro The gangs of New York da Herbert Asbury e recentemente raccontata anche dal regista Martin Scorsese.

Questa zona ha avuto per molto tempo una terribile fama: violenza tra bande rivali, povertà, mortalità infantile, criminalità e il primato di essere stata il luogo del più alto numero di omicidi nel mondo.

Nel 1890 il giornalista e fotografo Jacob Riis pubblicò coraggiosamente un libro di denuncia delle condizioni di questo quartiere povero e pericoloso dal titolo “ How the other half lives” che portò l’attenzione e l’intervento della città di New York sullo stato di queste persone, per lo più immigrati.

Oggi il downtown di Manhattan non ha più questa reputazione di povertà e delinquenza. Si può camminare e ci si può perdere senza avvertire la paura dietro l’angolo, ma quello che invece si continua a sentire più attuale che mai è il forte senso della storia.

È attraverso questo senso della storia che Georg Gatsas, artista interdisciplinare, si muove preferibilmente di notte con la sua macchina fotografica tra strade e club del suo vicinato.

 Altri giovani artisti hanno scelto di vivere in questa stessa zona divenuta negli ultimi piuttosto costosa ma non per questo meno attraente.

In queste strade Gatsas si muove alla ricerca della “storia del suo tempo”, come un testimone e forse un biografo svela misteri notturni dei suoi colleghi; ci chiediamo cosi davanti alle sue foto: perché l’artista Rita Ackermann indossa con espressione seria una muta di latice e un foulard bianco?

E ancora: Cosa fa Agathe Snow in posa tra una serranda e degli scatoloni? Ma soprattutto, dove sono state, che ore sono? E Gatsas in tutto questo?

 

Truck, 2007
Edition of 5
C-Print on Aluminum, framed
35" x 53"

Continuando a guardare le sue foto, vedo la cantante Lizzi Bougatsos e allora penso che quella notte forse sono stati ritratti tutti durante e dopo un concerto dei Gang Gand Dance, oppure semplicemente dopo aver passato una serata insieme girando per il loro quartiere che Gatsass indaga come pochi altri.

Davanti ai suoi scatti si “sente” la notte, sembra di camminare tra quelle pozzanghere o di essere in attesa davanti a quel semaforo rosso. I suoi paesaggi notturi sono flash di solitudine, camion da trasporto che usciranno dal parcheggio quando la città dorme ancora, un vecchio canestro in un cortile dove i ragazzi non giocano alle quattro del mattino…un gatto randagio che solitamente è impossibile vedere a New York, eppure in una Chinatown che di giorno urla la sua vita, di notte invece lascia il posto alla suggestione, alla sporcizia accumulata a fine giornata sui marciapiedi, a quelle mele lasciate rotolare da qualche scatola andata a male e che l’occhio di Gatsas ha prontamente trasformato in qualcos’altro.

Una New York insolita quella delle sue foto: silenziosa e buia. Le strade sono vuote, nessuno gira per strada tranne lui e i suoi amici, sono luoghi che arrivano fino a Brooklyn dove un’altra grande fetta di artisti e musicisti vive. Vedendo i suoi scatti, si continua a sentire il freddo, l’umidità, il vapore sporco di quel tombino il cui fumo è il solo a muoversi, per giungere poi, tutti in un club e buttarsi tra la folla a fotografare la sua generazione mentre balla.

New York cambia ogni giorno, quello che vediamo oggi potrebbe non essere più lì domani, i fotografi non bastano per testimoniare ogni singolo cambiamento in queste strade, ma finché ci saranno gli occhi rari e penetranti di Georg Gatsas potremo essere certi di continuare a vedere la storia e la vita quotidiana catturate e trasformate nella sua arte.

Lo ringrazio per avermi invitata e scendo in strada, cammino respirando il fascino decadente di queste vie.

 

American Flag, 2007
Edition of 5
C-Print on Aluminum, framed
35" x 53"

 

Amalia Piccinini è una giovane artista italiana che vive a New York.

Chiunque voglia scriverle per chiedere consigli e suggerimenti puo' farlo

a questo indirizzo: amaliapiccinini.ny@gmail.com


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