“Five Points” è la zona di Manhattan che oggi si trova tra Chinatown e il Finacial District, il nome deriva dai cinque corner presenti in questa intersezione.
La storia di questo quartiere è stata descritta nel 1928 nel libro The gangs of New York da Herbert Asbury e recentemente raccontata anche dal regista Martin Scorsese.
Questa zona ha avuto per molto tempo una terribile fama: violenza tra bande rivali, povertà, mortalità infantile, criminalità e il primato di essere stata il luogo del più alto numero di omicidi nel mondo.
Nel 1890 il giornalista e fotografo Jacob Riis pubblicò coraggiosamente un libro di denuncia delle condizioni di questo quartiere povero e pericoloso dal titolo “ How the other half lives” che portò l’attenzione e l’intervento della città di New York sullo stato di queste persone, per lo più immigrati.
Oggi il downtown di Manhattan non ha più questa reputazione di povertà e delinquenza. Si può camminare e ci si può perdere senza avvertire la paura dietro l’angolo, ma quello che invece si continua a sentire più attuale che mai è il forte senso della storia.
È attraverso questo senso della storia che Georg Gatsas, artista interdisciplinare, si muove preferibilmente di notte con la sua macchina fotografica tra strade e club del suo vicinato.
Altri giovani artisti hanno scelto di vivere in questa stessa zona divenuta negli ultimi piuttosto costosa ma non per questo meno attraente.
In queste strade Gatsas si muove alla ricerca della “storia del suo tempo”, come un testimone e forse un biografo svela misteri notturni dei suoi colleghi; ci chiediamo cosi davanti alle sue foto: perché l’artista Rita Ackermann indossa con espressione seria una muta di latice e un foulard bianco?
E ancora: Cosa fa Agathe Snow in posa tra una serranda e degli scatoloni? Ma soprattutto, dove sono state, che ore sono? E Gatsas in tutto questo?