| Durante la nostra conversazione continua il dilemma fra astrazione e figurazione, mi dice che in fondo, tutti i grandi maestri della storia dell’arte da lei amati, hanno coinvolto la figura. “ Per esempio anche Rothko e De Kooning… amo di più i loro quadri con le figure, che non quelli totalmente astratti” confessa. Ma poi aggiunge “ certo che la pittura astratta nelle mani giuste può essere molto penetrante”. Le dico che alla sua mostra da Gagosian nel 2008, mi avevano colpito molto le tele scure ma che adesso invece vedo molto colore nei suoi lavori e anche temi forti come soggetti. Non posso fare a meno di dirle quanto mi piace il suo studio, e cominciamo entrambe a parlare della luce. La Brown mi spiega che, nonostante la migliore luce artificiale che si possa ottenere le manca molto la luce che aveva nel suo ex studio, vicino al fiume Hudson. “Lo studio era più piccolo, ma la luce naturale era gloriosa” racconta. Rispondo che ogni giorno guardo uno spicchio di tramonto morire “glorioso” sull’Hudson dalla mia finestra, anche se i palazzi non mi permettono di perdermici completamente. Di conseguenza, entrambe parliamo di quanto sia bella la luce di New York. “ Pensa, io arrivavo da Londra, puoi immaginare” dice. Faccio ancora un giro da sola.Sono avvolta dai colori delle sue tele. È ora di andare, la ringrazio di avermi invitata e scendo in strada. Cammino per un po’ pensando ai suoi quadri e mi porto dentro quella sensazione di fruscio. |