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Pace Wildenstein - Paula Cooper
Jacopo Penzo

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| Durante un soggiorno a New York, per un appassionato d'arte contemporanea, Chelsea è tappa obbligata. Il quartiere, particolarmente ricco di gallerie sia emergenti che di consolidata tradizione, offre un panorama sempre ricco. Ho visitato la galleria Pace Wildenstein, sulla 22esima strada, che presenta Fifteen Minutes, una serie di dodici tele di Alex Katz. | | |  | | Galleria Pace Wildenstein | | | | | Il soggetto é naturalistico, aspetto poco noto dell'artista newyorkese. Il suo intento é quello di creare un percorso percettivo, rappresentando lo stesso soggetto, un paesaggio al tramonto o all'alba, ripetuto più volte, ma trasferito su tela a partire da abbozzi presi in momenti diversi (un riferimento, con le dovute precauzioni, alle cattedrali di Monet?). | | |  | | Galleria Paula Cooper | | | | | Alla galleria Paula Cooper sulla 21esima strada, è in mostra Take Care of Yourself, il fantastico lavoro creato da Sophie Calle per il Padiglione Francese alla Biennale di Venezia del 2007. Nella seconda sede della galleria, sulla 23esima strada, Julian Lethbridge presenta i suoi nuovi lavori, in cui prosegue la sua ricerca sulle superfici ritmiche e le profondità ottiche della pittura astratta. Partendo da una prima stesura di pittura a olio, l'artista crea complesse strutture lavorando strato su strato. Come nella musica, dove l'improvvisazione deve sottostare a regole primarie e paradossalmente inflessibili per non risultare in anarchia, così le pennellate libere di Lethbridge creano una sensazione di movimento e di equilibrio proprio perché nascono da una struttura prefissata. | |  | | Galleria Paula Cooper | | | Non finisce qui la mia esplorazione a Chelsea. | |
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