5.07.2012 Sono stati nominati i tre vincitori del Premio “Portali Dello Scompiglio”#1, indetto dall'Associazione Culturale Dello Scompiglio per la scelta, l'esecuzione e l'acquisto di tre opere d'arte da collocare presso gli spazi della Tenuta Dello Scompiglio a Vorno, Capannori (Lu). Per la prima edizione del Premio sono pervenuti 131 progetti di cui sono stati selezionati dieci finalisti in una prima fase: Francesca Banchelli, Angelo Bellobono, Chiara Camoni, Ettore Favini/Antonio Rovaldi, Stefania Galegati Shines, Myriam Laplante, Valentina Lapolla, Fernando Marques Penteado, Jacopo Miliani e Rosa Velasco. La giuria, composta da Antonio Arevalo, Cecilia Bertoni, Lorenzo Bruni e Angel Moya Garcia e con la consulenza di Carl G. Beukman, Serge Cartellier, Michela Giovannelli e Cipriano Menchini, riunitasi in data 2 luglio 2012, ha decretato i seguenti vincitori: Primo Premio: Francesca Banchelli – Per la natura poetica dell'intervento, a metà tra il reperto e un materiale di recupero, che indaga sul significato del dubbio e sull'incertezza dell'azione, attraverso una scala in marmo antico appoggiata su dei terrazzamenti preesistenti. Una fusione e una sovrapposizione tra la memoria del luogo (e di altri luoghi) e una ritualità incerta del passaggio nel presente attraverso elementi architettonici prelevati da antiche abitazi oni. Secondo Premio: Ettore Favini/Antonio Rovaldi – Per la forte carica teorica del progetto in cui si evidenzia una lettura del luogo come percorso di scoperta soggettiva della Tenuta, attraverso i 18 capitoli del Diario "Walden_ovvero vita nei boschi" di Thoreau incisi su lastre di pietra, e per il lavoro sulla destrutturazione radicale sul concetto di oggetto scultoreo. Terzo Premio: Valentina Lapolla – Per la straordinaria concettualizzazione dell'idea di confine e la sua realizzazione attraverso un sottile e arbitrario stimolo uditivo che diventa un invito poetico a valicare il limite. Le opere vincitrici saranno presentate al pubblico il 15 settembre 2012 insieme a una performance della compagnia Collectif Impatience sulla stessa tematica e con le compagnie Muta Imago, The Karavan Ensemble e un concerto di Oscar Pizzo, in grado di suscitare possibili dialoghi con i lavori. |