20.03.2012 Ieri le autorità cinesi hanno respinto l’appello che Ai Weiwei ha lanciato contro il mega-risarcimento ($2,4 milioni) chiesto per una presunta evasione fiscale della società che si occupa del suo lavoro, la Beijing Fake Cultural Development Ltd. Come riporta Reuters, l’artista ha commentato: “Posso dire onestamente che non ho mai avuto molte aspettative. Questo governo, fin dall’inizio, non ha mai cambiato nessuna delle sue decisioni. Quale società è capace di questo?”. Tuttavia, Ai Weiwei non si è rassegnato e vuole continuare la sua battaglia. La questione fiscale sembra solo un pretesto e, pertanto, è necessario dare un messaggio forte. Pare che al dissidente sia stata concessa per replicare solo un’udienza scritta. Pu Zhiqiang, l’avvocato della Beijing Fake Cultural Development Ltd, ha dichiarato che questo tipo di provvedimenti sono legali, ma non sono incoraggianti perché di solito confermano la prima decisione. Infatti, lo scorso luglio, durante un’udienza a porte chiuse, alla quale ha potuto partecipare solo la moglie di Ai Weiwei, le autorità non hanno mostrato alcuna prova di reato. “Tutte queste circostanze mi fanno credere fermamente che la gestione del caso della società di Ai Weiwei sia una forma di persecuzione”, ha concluso l’avvocato. |