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MAGGIO 2010 Cover: Gaetano Pesce - Massimo Grimaldi |
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Lettere al Direttore pubblicate su Flash Art n.283 maggio 2010
| |  | CARO POLITI, DEDICATI AL COMMERCIO DI BAMBINI Caro Giancarlo Politi, ho preso tra le mani la Sua rivista ancora una volta. Succede all’incirca una volta ogni due anni. | | | Mi chiedo ogni volta se l’impressione che mi suscita sfogliandola sarà sempre la stessa. Dopo le estenuanti pagine di pubblicità, e poi quelle di scialba autoreferenzialità per la quale pagano salato tanti oscuri personaggi dall’ego gonfiato sui quali Lei Signore, vive e prospera, mi sono trovata pure a leggere: “Quali sono le figure più autorevoli dell’arte contemporanea italiana”. Chissà quali sono… naturalmente Lei, Signore. Che cita Se Stesso nella Sua rivista. La cosa suonerebbe ridicola a un bambino. Una volta chiuso il Suo giornale, per il quale non nutro più speranze, una domanda implode nella mia testa: perchè invece di montare il mercato dell’arte come panna, proprio Lei, che ha il grande dono della mancanza di moralità totale, non trova qualche altro metodo per sbarcare il lunario, come ad esempio il commercio di bambini, oppure quello di organi (intendo lo strumento, naturalmente)? Laura Ghiandoni, Pesaro, lauraghiandoni@yahoo.it P.S. Questa è la domanda. Non la evada con la vecchia storia del moralismo. | | | | | PAROLE IN LIBERTÁ Cara Laura, immagino che la vita in provincia, in questo caso Pesaro, possa essere un po’ monotona. Lunghe, snervanti, saccenti, pretenziose, inutili discussioni sul nulla o sul sesso degli angeli tra amici un po’ incompetenti, un po’ saccenti e molto pretenziosi. E spesso anche brilli. E si sa che tra uno spinello e un bicchiere di vino e uno di vodka, si può arrivare lontano. Come è accaduto a te. E allora via a sentenziare sul mondo dell’arte corrotto e in ostaggio a torbidi individui, mercanti di organi e di bambini, truffatori, lestofanti, falsificatori di realtà. E che l’arte incontaminata nasce a Pesaro e che tu, artista e poeta dilettante, con i tuoi amici, più dilettanti di te, la sapete lunga. Cara giovane Laura, il mondo dell’arte è un frammento dell’universo quindi c’è di tutto: ho conosciuto direttori di musei che intascavano mazzette da galleristi disinvolti su opere acquistate per il museo (ma in molti casi le opere erano bellissime e importanti). Critici che intascano un po’ di soldini per invitarti a qualche mostra, specialmente alla Biennale di Venezia o a documenta (spesso è stato così). Riviste d’arte che si fanno pagare gli articoli (ma ti assicuro che Flash Art non è così e tutti lo sanno). E poi qualche storia di amore e di sesso (come in ogni buona famiglia) che ha generato qualche articolo, qualche invito, qualche acquisto. E spesso anche i famosi 15 minuti di notorietà di Andy Warhol. Anche l’arte è il riflesso della società E allora? Non è l’arte il riflesso della società civile? Allora perché dovrebbe essere immune dalle contaminazioni, dalle speculazioni, dalle contraddizioni, dalle contraffazioni? E poi sai che ti dico? Forse mi sbaglierò, ma alla fine gli artisti riconosciuti come i più bravi sono veramente i migliori. E lo sai perché? Perché in arte, nessuno ha la bacchetta magica (forse Saatchi un tempo?) per decretare la notorietà e il successo di un artista. Il successo e la notorietà sono difficili e faticosissimi da raggiungere. Ogni artista per essere riconosciuto tale deve superare diversi filtri: la critica, la stampa specializzata, la galleria, il collezionismo, il mercato, il museo… Se uno di questi filtri si inceppa, addio sogni di gloria. Dunque è difficile mettere insieme tanti elementi per poter decretare il successo finale di un artista. Come vedi il sistema dell’arte è ancora quello che ti dà più garanzie di serietà e affidabilità. E dove la parola di un politico ancora non serve proprio a nulla. Solo a nominare Sgarbi direttore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Ma tu vuoi veramente fare l’artista? Allora svegliati, guarda un po’ più in là di Fano o Pesaro o Perugia (dove ho visto che esponi), perché, ahimè, il mondo è grande e prima di essere accettata altrove, dovrai pedalare. E togliti tutti questi infantili pseudo moralismi dalla testa. Per poter emergere in arte occorrono tre cose: essere bravi, anzi bravissimi, essere determinatissimi e avere tanta, tantissima fortuna. E ti assicuro che coniugare questi tre elementi non è cosa semplice. Cara Lauretta, togliti queste stupide idee dalla testa e guardati attorno, confrontati con chi è più bravo e famoso di te, gira il mondo. Perché devi sapere che l’arte e la ricerca, quelle in sintonia con il mondo, non le troverai mai a Pesaro. A Pesaro potrai forse trovare un ottimo brodetto di pesce o un favoloso piatto di vincisgrassi preparati dalla mamma, ma certamente non riuscirai a confrontarti in modo dialettico e propulsivo con l’arte di oggi. E se volessi fare l’artista sul serio non ti resta che scappare. Se invece vuoi restare accanto alla mamma, realizzare qualche mostra in sconosciute gallerie di provincia che ti chiedono di contribuire all’affitto e alla bolletta della luce e pubblicare qualche libro di poesia autofinanziato, come hai fatto sino ad ora, beh, allora Pesaro è il luogo ideale dove trascorrere una vita felice, con un marito rappresentante di commercio e magari tanti figli maschi. In ogni caso, per una scelta o l’altra, buona fortuna. | | | | | |
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 | HO APPREZZATO L’ INTERVISTA A SPALLETTI Gentile Direttore, la sua intervista a Ettore Spalletti è molto bella. Anche le fotografi e illustrano bene la riflessività e sensibilità di cui parla l’Artista, vis-à-vis del suo lavoro. | | | Fra domanda e risposta intercorre un feeling e quindi le risposte sono interessanti e vere. In ogni modo, that’s how they come across! Quando si legge qualcosa di bello, mi par valga la pena, dirlo. Saluti, Elisabetta Pandolfini, elisabettapandolfini@virgilio.it | | | | | LA CIAMBELLA CON IL BUCO Cara Elisabetta, come vedi, le opinioni su Flash Art e il sottoscritto, se leggi la lettera precedente, possono essere leggermente diverse. Grazie a questo noi siamo ancora in vita e ogni tanto ci riesce la ciambella con il buco. Come con l’impareggiabile Ettore Spalletti. E speriamo anche con altri. Grazie per le tue belle parole. | | | | | | | |
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 | AUSPICO LETTERE CRITICHE Gentile Direttore, 1) In una recente lettera sulla riforma Gelmini e l’insegnamento della Storia dell’Arte, lei risponde di essere contrario al suo insegnamento e che l’Arte deve essere una conquista. | | | Mi permetto di dissentire: per conquistare qualcosa bisogna non dico conoscerla, ma sapere almeno che esiste. Data l’ignoranza in cui versa il nostro paese, a cui questa riforma darà una tragica accelerazione, la esorto a uscire dal punto di vista dell’uomo di cultura comprensibilmente infastidito dalle chiassose e poco interessate gite scolastiche ai Musei. 2) Leggo spesso sulla sua rubrica delle lettere critiche nei confronti della sua rivista poco argomentative, mal scritte e spesso puerili, a cui lei risponde perlopiù dileggiando chi le scrive. Da lettore trovo che la presenza di una forte linea editoriale sia quel che rende interessante e criticabile Flash Art. È il bello di una rivista ed è il motivo per cui sono abbonato. È per questo che le suggerisco, pur consapevole che il mio punto di vista di lettore può essere miope, di scegliere tra le lettere critiche che riceve quelle più interessanti, che la possano mettere in difficoltà e la costringano a una risposta di interesse pubblico. Non ritengo possibile che lei non le riceva. Cordiali saluti, Francesco D’Isa, francesco.disa@gmail.com, www.gizart.com | | | | | LASCIATE VENIRE I CRITICI A ME Caro Francesco, 1-2) Lasciate venire i critici e i dissenzienti a me. Ho sempre scritto che sarei disposto anche a retribuire chi dissente da me (non certo chi mi invita a fare commercio di organi di bambini; questo è un modo terroristico e infantile di criticarmi). Solo dai dissenzienti e dai miei lettori critici io imparo qualcosa. E solo grazie a essi Flash Art è sopravvissuto e migliorato. E forse avrà lunga vita, magari anche dopo di me. Con molti lettori intercorre un regolare rapporto epistolare di scambio di opinioni proficuo (almeno per me). Francesco, tu sei a favore dell’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole, io non sono contrario ma non ne faccio un dramma se scompare, anche perché so bene come viene insegnata. E so bene anche che la Storia dell’Arte è nemica dell’arte contemporanea (vedi Vittorio Sgarbi, tanto saccente con la storia e tanto incompetente con l’arte di oggi). Ma tant’è. Tu da una parte, io dall’altra. Meglio la filosofi a della Storia dell’Arte. Io pubblico tutte le lettere che ricevo. Te lo giuro. Non opero mai alcuna esclusione o censura (invito i lettori censurati a farsi vivi). Solo un po’ di selezione nei confronti di lettere stupide e banali che non interessano né me, né voi e forse nemmeno chi le scrive. Spesso si tratta solo di richiesta di opinioni sul lavoro. Per il resto ben vengano le lettere critiche articolate, anche durissime (e a tutti assicuro almeno l’omaggio di un abbonamento a Flash Art). Attendo sviluppi da te e dai tuoi amici. Un caro saluto. | | | | | | | |
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 | ARTE FREDDA E CINICA Caro direttore, trovo l’impostazione della sua rivista tra le più attuali eppure l’idea d’arte proposta mi sembra fredda, cinica, in alcuni casi troppo lontana dal mondo reale, troppe opere di artisti affermati mi | | | appaiono come strascichi di visioni future datate anni Sessanta/Settanta. Il nuovo secolo non ha bisogno di nuovi modelli? E ancora… Il concettuale non è abusato nell’arte di oggi? Non diventa una facile via di fuga a un giusto compromesso tra impegno, tecnica e concetto. Arte senza Concetto è artigianato. Ma concetto senza arte cos’è ? Giorgia Beltrami, picio68@libero.it | | | | | CICCIOLINA, UMBERTO BOSSI E IL CAVALIERE? ARTISTI DUCHAMPIANI Flash Art non inventa nulla ma propone l’arte che c’è. Quella che lei ha incontrato o incontrerà alle Biennali di Venezia, documenta, Manifesta e nei principali e più cool o acclamati musei e gallerie di tutto il mondo. Insomma, Flash Art propone ciò che passa il convento. Non mi è mai passato per la mente proporre quello che non c’è o tanto meno categorie di arte al di fuori di ogni contesto o interesse. Quello che lei vede su Flash Art è ciò che viene considerato il meglio nel suo genere. Il concettuale oggi? Mi pare una domanda un po’ peregrina. L’arte è sempre stata concettuale, altrimenti è passatempo artigianale, appunto, pura superficie colorata o oggetto che ingombra una stanza. Ma dopo Marcel Duchamp è difficile guardare e giudicare l’arte senza il filtro concettuale. Persino la politica io la guardo con occhi duchampiani e dunque concettuali. Al punto di aver considerato artisti significativi Ilona Staller, il Cavaliere e persino Bondi. E Umberto Bossi il Marcel Duchamp della nostra politica. Altrimenti come potresti inquadrarli e giudicarli? Il concetto senza arte? Ma è filosofia pura. Che secondo Joseph Kosuth, che cita Ludwig Wittgenstein, è arte pure quella. E non tra le minori. | | | | | | | |
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 | A PROPOSITO DELLA BIENNALE DI SCULTURA DI CARRARA Caro Giancarlo, avrei piacere di conoscere il tuo parere in merito all’idea di “rifondazione” della Biennale di Scultura di Carrara caldeggiata dal nuovo direttore, | | | Fabio Cavallucci, che ventilava anche l’ipotesi di esporre l’opera di un artista di fama internazionale nella storica piazza di Pietrasanta. La proposta potrebbe essere interessante se investisse l’intero bacino marmifero e tutta la Versilia. Tutto ciò non significherebbe scippare la Biennale a Carrara, ma valorizzarla e darle il ruolo che merita per il significato che il marmo di Carrara ha nel mondo. Occorrerebbe però la collaborazione di tutti gli attori del territorio: dalla Regione al Ministero dei Beni Culturali, ai Sindaci della Versilia. Perché solo l’impegno di tutte le sinergie, politiche, culturali, economiche e imprenditoriali del territorio potrebbero decretarne il successo. Arch. Alessandro Giorgi, giorgial@giorgial.191.it | | | | | MA PIETRASANTA E LA VERSILIA SONO ARTISTICAMENTE SQUALIFICATE Caro Sandro, io ritengo che lavorare e collaborare in quel territorio che comprende Massa Carrara e la Versilia non sia facile affatto. Si tratta di un territorio che ha sempre voluto proporre una cultura bassa e clientelare. L’esempio è proprio Pietrasanta, la cui piazza, una vera magia di architettura e di proporzioni, di luci e di silenzi (nelle notti di inverno), è permanentemente violentata e svillaneggiata da una amministrazione comunale che crede di proporre modelli culturali di alto profilo. Una piazza mitica e unica, svenduta e svilita da un concetto di cultura imposto a una bellissima cittadina che meriterebbe ben altro. Prima di tutto una piazza svuotata da bancarelle, pseudo sculture, vetture e moto dell’amministrazione comunale. Una piazza che dovrebbe tornare retaggio di chi ci vive, vi passa o vi sosta. Ma si sa, Pietrasanta, tra la presenza ingombrante (è proprio il caso di dirlo) di Botero e di altri artigiani del marmo residenti o di passaggio (come Gina Lollobrigida, che recentemente ha invaso la piazza con le sue costosissime e retoriche “creazioni”) è ormai il territorio del kitsch e dei favori politici. Proprio per questo io sconsigliai l’ottimo Fabio Cavallucci a non misurarsi con quella piazza ormai artisticamente squalificata. Qualsiasi artista, da Jeff Koons a Cattelan, a Damien Hirst, ne uscirebbe come un Botero o Gina Lollobrigida. Nell’arte contemporanea non è forse il contesto che determina l’opera? E allora come poter ipotizzare di proporre un’opera di qualità in una piazza così squalificata? Una Biennale di Scultura di Carrara e della Versilia? Perché no? Ma ogni cittadina o comune trovi una sede idonea e soprattutto partecipi adeguatamente al finanziamento di una grande mostra che già da quest’anno, sotto la regia di Fabio Cavallucci, si annuncia come una delle proposte più innovative in Europa. Infatti, a partire dal 26 giugno potremo vedere a Carrara (e per il momento va bene così) circa quaranta artisti, tra i protagonisti dell’arte di oggi, in una sfida mitica con il marmo e altri materiali. Spero che i sindaci di Pietrasanta, Marina di Massa, Forte dei Marmi, Viareggio, ecc. vorranno rinverdire le loro erudizioni artistiche visitando assiduamente la XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. | | | | | | | |
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