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MARZO 2010 Cover: Ettore Spalletti - Simone Berti / Diego Perrone |
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Lettere al Direttore pubblicate su Flash Art n.281 marzo 2010
| STIAMO ASSISTENDO AL DECLINO DELLE GALLERIE D’ARTE? Caro Giancarlo, sul numero scorso di Flash Art ho visto la interessante classifica di chi detiene il potere nel mondo dell’arte in Italia. La sua attendibilità mi sembra più che verosimile. Con quale criterio è stata stilata? Perché, secondo te, ai primi posti della classifica risultano solo critici e curatori? Stiamo assistendo al declino delle gallerie? Auguri di buon lavoro. Angelo Pinto, Roma | | | | | | QUANDO LE GALLERIE SONO DEBOLI, I CRITICI E I CURATORI DIVENTANO FORTI Caro Angelo, è vero, i sondaggi sono sempre sondaggi, ma vi sono quelli più attendibili e quelli meno. Flash Art da sempre (se sei un nostro lettore ricorderai) cerca di utilizzare i criteri e i correttori più affidabili. Stiamo assistendo al declino delle gallerie d’arte? Non credo proprio, anche se la loro enorme frammentazione le sta indebolendo. In Italia poi le gallerie sono particolarmente deboli, perché organizzate secondo una struttura artigianale e familiare. Ma anche e soprattutto perché cercano di sottrarsi alla logica della globalizzazione che imporrebbe alleanze e gestione collettiva degli artisti. Oggi, una galleria che presuppone di poter affrontare il mercato da sola è destinata al fallimento. Almeno dal punto di vista dei risultati. Non è un caso che tutte le grandi gallerie internazionali (Marian Goodman, Barbara Gladstone, Lisson, White Cube) gestiscano il lavoro di un artista in collaborazione con numerose altre gallerie. La stessa Gagosian, la vera multinazionale di oggi, nei paesi in cui non è presente direttamente, si avvale della collaborazione di altre valide gallerie. È questo il segreto del successo di una galleria d’arte. Cosa che invece in Italia nessuno vuol capire. Il potere ai critici e curatori? Ma anche qui si tratta di un fenomeno solo nazionale. Quando le gallerie sono deboli, i critici e i curatori diventano forti. Ma questo è un bene o un male? Magari lo esaminiamo la prossima volta? | | | | | |
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| NON C’È LIMITE AL PEGGIO Egregio Direttore Giancarlo Politi, è da parecchio tempo che non guardavo Flash Art, (la prima rivista d’arte in Europa, e sarà così). Sono andato quasi subito alla pagina delle lettere al direttore, ho visto la Sua foto e mi è sembrato il commissario Montalbano, che apprezzo moltissimo. Penso che ci sia più “arte” sulla terra che in cielo, basti pensare alla “bellissima Emmanuelle”. Non c’è limite al peggio neppure in “arte”, e la sua rivista lo rappresenta bene. Distinti saluti, Aldo Cerri, aldocerriartista@libero.it | | |  | | ALDO CERRI, Contaminazione globale, 2009. | | | | | MOLTO MEGLIO CHE TU TI OCCUPI DI DESIGN Caro Cerri, ma io sono qui da sempre (per modo di dire) curiosissimo e ingordo di consigli e di critiche anche feroci. Li accetto e li valuto da chiunque, anche da dilettanti allo sbaraglio come te. Che non hanno nulla da dire ma parlano o intervengono per farsi ascoltare o meglio per ascoltarsi, pensando di essere anche bravi o interessanti. Invece io ritengo che persone come te non dovrebbero limitarsi a battute da salotto ma esprimere una idea. Anche piccola, piccola. Anche per questo certamente Flash Art è una delle più longeve e attive riviste d’arte al mondo. E guarda un po’, sempre con il medesimo editore e direttore. Vuol dire forse che tengo conto dei cambiamenti e dei consigli che ricevo, anche attraverso questa rubrica, te lo assicuro. Prendo in considerazione tutti, senza escludere nessuno, quando si tratta di rilievi o giudizi. Superare indenne oltre quaranta anni di mode, trend, cambiamenti, crisi, depressioni, esaltazioni e accelerazioni, credimi non è così semplice, se non si hanno occhi e orecchi ben allenati. In quanto a te, mi sembra che tu operi nel campo del design. Se sei apprezzato e riesci a camparci, continua pure, ma credimi, con i risultati che vedo dal sito, lascia perdere l’arte. Oppure riservala, come terapia antistress, ai tuoi momenti più intimi. Come quelli riservati alla respirazione o allo yoga. Meglio però non renderla pubblica. Meglio per te ma soprattutto per l’arte. Auguri comunque. | | | | | |
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| MAMMA AIUTO. SOLAKOV E NICOLAI MI HANNO COPIATO Ciao Giancarlo, guarda in che cosa sono inciampato: http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotiz ia=29900&IDCategoria=204. Mentre esattamente trent’anni prima accadeva questo: http://.www.marcomisheff.com/hosted/alzekmisheff/ITA/mfs.html Uno come Nedko Solakov prima dice di essere stato spia e di aver spiato gli artisti (spiava forse il mio libro, Le mie bugie: disegnini e storielle per le performance del 1979) e poi diventa artista! Adesso a Napoli il talentuoso Carsten Nicolai con Pioner II e la mia Musica dal cielo in Piazza del Duomo, e poi a San Francisco e a Irvine. Dopo trent’anni un artista deve essere contento se riesce a infl uenzare gli altri artisti, ha fatto bene il suo lavoro. È il tempo che decide, credo. O per essere sicuri dobbiamo aspettare altri trent’anni? Ciao! Alzek Misheff, alzek-misheff@fastwebnet.it | | |  | | ALZEK MISHEFF, Musica dal cielo, 1979. Veduta dell'installazione n Piazza Duomo, Milano. | | | | | TUTTO SCORRE NIENTE È UGUALE Caro Alzek, che peccato che anche tu, che hai fatto cose pure egregie, ora ti sia ritirato in campagna a vivere di ricordi e di risentimenti, pensando che tutti ti abbiano copiato. I colleghi che tu citi sono due ottimi artisti, tutti con uno spettacolare curriculum e un percorso personalissimo. E tu sai bene, per esperienza anche personale, quanto sia difficile guadagnarsi, nell’arte contemporanea, visibilità e prestigio. Raggiungere cioè il successo. E oggi, con le migliaia di artisti bravi e bravissimi, con le centinaia e centinaia di gallerie di alto e altissimo livello è ancora più difficile di ieri emergere (a differenza di quando tu eri più operativo, negli anni Settanta, in cui le gallerie interessanti a Milano erano solo due o tre e in tutta Italia, forse dieci). E se i due artisti a cui ti riferisci, Carsten Nicolai e Nedko Solakov, stanno ottenendo una forte visibilità, credimi, non hanno rubato nulla, tanto meno a te. Certo, osservare che Nedko, bulgaro come te, riesca a proporsi a livelli così elevati, capisco che possa far scattare in te qualche elemento di gelosia. Ma caro Alzek, ogni artista è figlio del proprio tempo e delle proprie capacità e fortune. Le cose sono nell’aria, dentro e fuori di noi: occorre e non è facile) avere intelligenza e sensibilità per captare lo spirito del tempo, quello che la filosofia tedesca chiama Zeitgeist. Qualche punto di contatto con il tuo lavoro? Ritengo sia inevitabile, come tu ne avevi con chi ti precedeva. La storia dell’arte è costellata di analogie e di somiglianze. E quando ti arrivano momenti di tristezza, pensa al buon vecchio Eraclito, uno dei padri della filosofia greca, per cui solo il cambiamento e il movimento sono reali, e tutto scorre (panta rei). Un abbraccio. | | | | | |
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| ALL’ACCADEMIA INSEGNANTI STRAFOTTENTI DISFATTISTI? Gentile Politi, sono un architetto di trentun anni della provincia i Treviso. Per tre anni ho lavorato in un prestigioso studio di Milano, ora sono tornata lla mia regione e lavoro a Venezia. Da molti anni porto avanti il mio amore per la pittura he continua a essere sempre la mia più grande cnsolazione. Lavorando a Venezia, non lontano dall’Accademia di Belle Arti, ho pensato di fare l’esame per iscrivermi e poter frequentare gli atelier. Avevo preventivato di poter rimanere delusa ma mi sono resa conto di essere diventata intollerante, non tanto al livello mediocre ma soprattutto intollerante all’atteggiamento tra lo strafottente e il disfattista degli insegnanti. Ho deciso di non iscrivermi, di non scendere a compromessi con la mediocrità, non lo dico per supponenza lo dico a malincuore. Le scrivo per chiederle un consiglio, vorrei fare qualche corso breve (pittura a olio in particolare) e stavo cercando tra quelli alla Saint Martins di Londra, non conosco gli insegnanti e mi piacerebbe avere una sua opinione a riguardo. Cosa ne pensa, se li conosce, di Roger Gill, Michael Major, Caroline List, Chris Koning? E soprattutto cosa pensa della Saint Martins? Ha qualche alternativa da suggerirmi oltre alla Saint Martins e alla Salzburg International Summer Academy? La ringrazio molto, anche per la sua rivista. Stefania Dussin, steduss@hotmail.com | | | | | | LE MIGLIORI SCUOLE DI PITTURA AL MONDO Cara Stefania, come ti capisco. Io ritengo che nessuna persona intelligente e ambiziosa possa frequentare le Accademie d’Arte in Italia. Le scuole, in Italia ma ora forse in tutto il mondo, sono restate indietro rispetto alla vita e alle sue aspettative. Come puoi accontentarti delle scuole di animazione in Italia, dopo aver visto Avatar? E come puoi accettare corsi di pittura, dopo aver visto o apprezzato pittori come John Currin, Dana Schutz, Peter Doig, Wilhem Sasnal, Andro Wekua, Elizabeth Peyton o Victor Man? Cosa potrebbero insegnarti questi poveri e frustrati pittori italiani che insegnano all’Accademia? Cara Stefania, io credo che oggi la strada e la vita siano la miglior scuola d’arte. Cioè il contatto e confronto con i tuoi colleghi, dove questi esistano (non certo a Venezia, purtroppo). I pittori che mi citi? Non li conosco perché si tratta di volenterosi outsider? Una buona Accademia d’Arte per la pittura? Oddio, mi prendi alla sprovvista. Una volta, negli anni Ottanta, la più famosa Accademia di pittura era quella di Amburgo, che aveva appunto messo in piedi una sezione sulla pittura con insegnanti accademici di alta qualità. Credo che anche l’Accademia di Dresda (visti i pittori che ne sono usciti) non sia da sottovalutare. O anche l’Accademia di Cluj in Romania. A Londra mi segnalano la Slade, da dove è uscita Cecily Brown. | | | | | |
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| IL SOLITO DILEMMA: CHE FARE? Caro Giancarlo, ti contatto per chiederti un consiglio. Sono un giovane artista di Parma e da poco ho intrapreso questa avventura di “vivere creando emozioni”. Purtroppo c’è un contraltare a questa mia nuova vita: la mancanza di opportunità. Volevo dunque chiederti una mano… Secondo te è meglio andare direttamente a casa (o per meglio dire in galleria) di galleristi e mostrare i propri lavori sperando in un responso positivo o cercare a poco a poco di emergere facendo piccole mostre in luoghi privati e investire il proprio capitale? Il problema fondamentale è che manca la possibilità di farsi pubblicità e quindi di farsi conoscere. So che non è tua competenza dare consigli a giovani artisti sul come sfondare, ma mi farebbe piacere avere qualche dritta in questo mondo chiuso che è il Mercato dell’Arte. Grazie per la pazienza. Max Mondini, max.mondini@libero.it PS: Se desideri vedere alcuni dei miei lavori vai sul sito www.gigarte.com/maxmondini e lasciami un commento. | | | | | | PER AVERE VISIBILITÀ E SUCCESSO, UN ARTISTA DEVE TENTARLE TUTTE Caro Max, per avere visibilità e sperare nel successo, occorre tentarle tutte: presentare il lavoro alle gallerie, partecipare a piccole mostre locali e territoriali per poi crescere, cercare l’aiuto e la collaborazione di critici e curatori. E bisogna avere tanta pazienza e determinazione. Ah, dimenticavo l’ultima cosa. Bisogna essere bravi soprattutto e originali. Senza questa qualità, meglio dedicarsi ad altro. Anche se ognuno di noi pensa sempre di essere bravissimo e originalissimo | | | | | |
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