Vicenza, 1982. Vive e lavora a Bologna.
Trasparenze immateriali e frammentazioni molecolari colpiscono i soggetti delle opere di Gabriele Brucceri. I tratti di un volto subiscono violenza, vengono disciolti in una deturpazione liquida ottenuta grazie alla confluenza di nuove tecnologie e tecniche tradizionali, tra cui l’olio, l’acrilico e l’acquerello.
Pennellate impalpabili su una base plotterata svelano i difetti di una comunicazione virtuale che genera un’incontrollabile sensazione di ansia.
Laura Luppi