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NEW YORK: DIRECTIONS, POINTS OF INTEREST
Lucy Rees

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| Flash Art n.301 – aprile 2012 MASSIMO DE CARLO – MILANO Il tema della mappatura e della topografia sembrerebbe la premessa curatoriale di “New York: Directions, Points of Interest”. Eppure, questa non è una mostra sulle mappe o sui luoghi. Attraverso una presentazione di video, sculture, dipinti e installazioni, questo gruppo eterogeneo di giovani artisti newyorkesi racconta il senso dello spazio delineando “una mappatura artistica” delle loro esperienze. | | |  | | Veduta della mostra presso Massimo De Carlo, Milano 2012. | | | | | Nella prima stanza troviamo Untitled di Daniel Turner, una superficie simile ad asfalto lucido modellato con un procedimento chimico che vede l’impiego non convenzionale di bitume, vinile e lana. L’installazione di Jason Loebs ha le sue radici nella storiografia e nel trascorrere del tempo; grandi rotoli di carta fotografica industriale Kodak giacciono in scatole di cartone, come bare aperte. La sala al piano superiore è dominata dalla mostruosa creatura di cemento di Justin Matherly: composta di blocchi di cemento sovrapposti e tenuti insieme con del filo, la scultura senza testa, con un braccio alzato in un saluto parodistico, è sostenuta da una catasta di girelli. L’impiego da parte dell’artista di attrezzi per deambulare e della forma di un pene ritagliato sulla superficie, che svela un interno cupo, ci riporta alla bruttezza della malattia e della vecchiaia. Ricordi, caducità, trascorrere del tempo e decadenza sono evocate nell’Untitled di Josh Tonsfeldt che presenta una sottile lastra di gesso, incorniciata e ricoperta di una delicata ragnatela di pittura spray. La mostra, si conclude con il video di Tonsfeldt, Spring Itinerary 2009, Fall Itinerary 1926, costituito da scene casuali che ritraggono lavoratori in impianti di estrazione di fonti energetiche. Se l’abbondante uso di linee rigide, cemento e superfici riflettenti certamente evoca il paesaggio urbano della città, gli stili individuali e le metodologie diverse impiegate rivelano ciò che si cela dietro la semplice geografia di un luogo: un dialogo collettivo di storie, identità, situazioni e incontri. Un’istantanea della Grande Mela che porta alla luce la natura di una città dai mille volti e sfumature. La mostra, senza sviluppare un concept troppo elaborato, si focalizza prepotentemente intorno all’eterogeneità del lavoro dei singoli artisti, simili per generazioni e accomunati dalla medesima identità urbana. | | | | | | | | | | Abbonati a Flash Art Italia! Flash Art è una pubblicazione mensile. Abbonati online – clicca qui! 10 numeri di Flash Art Italia a soli € 50.00 Regala Flash Art ad un amico! – clicca qui! | | | | | | | | | | | | |
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