In Residence /

Ultravioletto / PRECAUZIONE INUTILE di Costanza Candeloro

Il termine “neurodiversità” indica condizioni e comportamenti dovuti a naturali variazioni nel genoma umano. Grazie all’attivismo delle comunità neurodiverse (legate ad autismo, ADHD, Tourette, disturbi dell’umore, ecc) solo recentemente queste condizioni hanno acquisito legittimità sociale, rivelando nuove estensioni e varietà dell’esperienza percettiva umana. Ultravioletto è un’indagine corale lungo e oltre questo spettro, secondo l’esperienza intima degli scrittori coinvolti.

 

UNA CANZONE CHE FA COSÌ: ” I DOLORI SONO DEI FOLLI E CHI LI ASCOLTA È ANCORA PIÙ PAZZO”. NEL CASO IO MI FOSSI INNAMORATO SONO TENUTO A CONFESSARLO ALLA PAZIENTE O DOVREI ASTENERMI DAL FARLO? E’ RIUSCITO A CHIUDERE LA PAZIENTE NEL SUO STUDIO. INQUIRENTE MA PASSIVO, GELOSO MA DEBOLE, COLPEVOLE MA NON CRUDELE. CIÒ CHE VUOLE OTTENERE SONO INFORMAZIONI, CONOSCERE TUTTO QUELLO CHE LEI FA QUANDO NON LA TIENE D’OCCHIO. FORASTICA E IMPRIGIONATA. E’ COSi’ CHE GLI AMBIENTI SI IRRIGIDISCONO: ASSAPORANDO IL PIÙ GRANDE DOLORE POSSIBILE, NATURALMENTE.

L’ATMOSFERA MORBOSA E INDOLENZITA DEI LORO INCONTRI. IL DORMIVEGLIA È L’UNICO MOMENTO DI PACE, CON IL TEMPO GLI OCCHI DI LEI SONO “PASSATI ALLO STATO LIQUIDO” SONO MESI DI TERAPIA INTERROTTA DA RAPIDI E RUVIDI CONTATTI CON L’ESTERNO. IN QUEL PERIODO DEL RESTO PERCEPì LA VITA ESTERNA SOPRATTUTTO DALLA SUA CAMERA. LEI ESAUSTA E INSTABILE VORREBBE SOTTRARSI ALLA CURA. LUI VUOLE UNA COSA PIÙ DI OGNI ALTRA: SAPERE. “E ANCHE QUANDO RIMANGO IN CASA PER TUTTO IL POMERIGGIO, IL MIO PENSIERO LA SEGUE NELLA SUA PASSEGGIATA, DISEGNA UN ORIZZONTE LONTANO, AZZURRINO, GENERA ATTORNO A ME, CHE ERO IL CENTRO, UNA ZONA MOBILE D’INCERTEZZA E DI VUOTO.” R. VENDENDO A CONOSCENZA DELLA SUA ESISTENZA DICHIARÒ ” FINALMENTE CAPISCO IL MOTIVO PER CUI NON VUOLE MAI PARLARE” .
NON CHE IL CORPO DI LEI GLI SIA INDIFFERENTE. NON VEDE ALTRO. LO STUDIO È PIENO DEL SUO CORPO, GLI GRAVITA ATTORNO COME UNA PRESENZA IMMATERIALE.
LEI LAVORA AL SUO ALLONTANAMENTO: METTE SEMPRE IN DISCUSSIONE LE SUE INTERPRETAZIONI COSì DA RENDERE LA TERAPIA UNA SFIDA INTELLETTUALE O UNA LOTTA QUASI FISICA. MANCA SPESSO AGLI APPUNTAMENTI. “SO CHE TU FAI COSÌ PERCHÈ NESSUNO TI HA MAI INSEGNATO COME MOSTRARE I TUOI SENTIMENTI” DICE LUI. LEI SI RIVOLGE CONTEMPORANEAMENTE ANCHE AD ALTRI TERAPEUTI PER RISOLVERE LA MEDESIMA SINTOMATOLOGIA. LUI LE DA UNA REGOLA PRECISA: PER I PRIMI SEI MESI, SONO SOLO AL SECONDO, SI DEVE IMPEGNARE A NON RIVOLGERSI AD ALTRI SPECIALISTI. POI LA RASSICURA SULL’ANDAMENTO DELLA SUA SINTOMATOLOGIA “CON ME STAI FACENDO GRANDI PROGRESSI”  E PENSA “ANCHE SE LE FOSSE VENUTA IN MENTE L’IDEA DI POSSIBILI COLPE, POTEVO IMPRIGIONARLA, CON UN ATTO LIBERO, IN UNA PARTE DEL MIO CERVELLO DOVE NON ERA PIÙ IMPORTANTE DI QUANTO LO FOSSERO, PER LA MIA VITA REALE, I VIZI DI UNA PERSONA IMMAGINARIA; METTENDO IN AZIONE I CARDINI OLIATI DEL MIO PENSIERO, CON UN’ENERGIA CHE, NELLA MIA TESTA, SENTIVO FISICA E INSIEME MENTALE COME UN MOVIMENTO DEI MUSCOLI E UN’INIZIATIVA DELL’INTELLETTO, AVEVO SUPERATO LO STATO DI PREOCCUPAZIONE CONSUETA NEL QUALE MI ERO FINORA CONFINATO E INIZIAVO A MUOVERMI NELL’ARIA LIBERA”
GENTILE LADONNAMASCHERATA, I TERAPEUTI NON MASCHERANO IL PROPRIO CONTRO-TRANSFERT, MA LO UTILIZZANO QUALE STRUMENTO DI CONOSCENZA DEL PAZIENTE IN PSICOTERAPIA. CIÒ DISTINGUE LA RELAZIONE TERAPEUTICA DALLE ALTRE RELAZIONI,  NELLE QUALI I PROPRI SENTIMENTI PER L’ALTRO POSSONO ESSERE RIVELATI. È QUINDI NORMALE CHE IL TERAPEUTA NON SVELI CIÒ CHE L’INCONTRO CON IL PAZIENTE GLI SUSCITA, ME NE TENGA CONTO NEL PROSEGUIRE I SUOI INCONTRI CON LUI / LEI.

 

PRECAUZIONE INUTILE. Testo di Costanza Candeloro, video a cura di Costanza Candeloro e Ruben Spini.

Costanza Candeloro (1990) vive e lavora a Bologna.

Ruben Spini (1994) studia e lavora a Milano. La sua pratica artistica è un’indagine intorno ai temi di comunicabilità e  percezione, sviluppata nella tradizione della poesia religiosa e della teoria dell’informazione.