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Ultravioletto / Fiumi di Balsamo di Francesco Cavaliere

Il termine “neurodiversità” indica condizioni e comportamenti dovuti a naturali variazioni nel genoma umano. Grazie all’attivismo delle comunità neurodiverse (legate ad autismo, ADHD, Tourette, disturbi dell’umore, ecc) solo recentemente queste condizioni hanno acquisito legittimità sociale, rivelando nuove estensioni e varietà dell’esperienza percettiva umana. Ultravioletto è un’indagine corale lungo e oltre questo spettro, secondo l’esperienza intima degli scrittori coinvolti.


chi decide di nuotare nei fiumi di balsamo dovrà esser pronto a percepire un’odore così forte che spalanca le narici e strina i bordi degli occhi. Quando vi si immergono i polsi e le braccia la pulsione corporea s’inpenna che io velo dico.. pare che le ossa si assottiglino come delle bacchette di vetro. Oh ma a farci il bagno non si rischia, anzi nella seconda immersione, quando vi si nuota più affondo, il balsamo fuso ti entra dentro, non lo bevi, ma ti si inietta nel sistema vascolare.

Quelli la..vi si immergono giornalmente e a forza di starci dentro ne sono bronzati. Hanno scavato le loro fonti e pozze segrete in cui possono tuffarsi stare a bagno e baciarsi asciugandosi. La prima profondità ad accolina fusa, é il primo manto che ti si spalma addosso, li semi solidificato, ne vedi in trasparenza il secondo fondale, il letto di pietre smaltidee. Sguscianti, per immergersi nel secondo grasso, devi andarci di testa. Si, a capo fitto gli unguenti ti entrano fino al setto. E li vedrai..

Quando ritorni a galla se lo fai in modo veloce, in superficie avrai ancora questo senso di spossamento e se per caso ti fosse venuto in mente di raccogliere una pietra o della sabbia ne vedrai il cambiamento repentino risalendo. Adesso sono distesi su quelle placche..aspettano il tramonto tuffandosi. Poi golosi come sono, leccano gli spigoli e le pozze solidificate sguittendo.

 

Fiumi di Balsamo. Testo di Francesco Cavaliere, video a cura di Francesco Cavaliere e Ruben Spini.

Francesco Cavaliere è noto per la sensibilità con cui combina suoni, materiali e spazio con un singolare gusto per le più disparate forme di esotismo. Le sue opere hanno la capacità di animare gli stati interiori dello spettatore in un viaggio immaginativo popolato da presenze effimere, fenomeni generati dal vetro, minerali e voci registrate con tecnologie analogiche. Autore e interprete delle audio storie Gancio Cielo, vive e lavora tra Siena e Berlino.

Ruben Spini (1994) studia e lavora a Milano. La sua pratica artistica è un’indagine intorno ai temi di comunicabilità e percezione, sviluppata nella tradizione della poesia religiosa e della teoria dell’informazione.