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Incompiuto: La nascita di uno Stile Humboldt Books / 2018

Negli ultimi dieci anni, il collettivo Alterazioni Video ha concentrato il proprio lavoro sul concetto di Incompiuto Siciliano; coniato nel 2008 con la pubblicazione dell’omonimo manifesto, è un progetto di ricerca e studio che circoscrive un insieme di opere architettoniche di commissione pubblica, caratterizzate da uno stato di incompletezza e da un’eterogenea distribuzione in tutta Italia.Il progetto mira a indagare un fenomeno radicato tanto nel patrimonio nazionale quanto nell’immaginario collettivo; riscopre edifici e infrastrutture che interferenze normative, finanziarie o politiche hanno portato all’inaspettato riordinamento di rovina contemporanea, con l’obiettivo di enunciarne lo status di stile architettonico, involontario ma al tempo stesso ineluttabile. Incompiuto: La nascita di uno Stile è una mappatura di archeologia supermoderna che ad oggi conta circa 750 rilevazioni sul territorio nazionale, di cui oltre 250 solo in Sicilia: da qui l’aggettivazione nel nome del progetto, e la decisione di presentarlo per la prima volta a Palermo, in occasione di Manifesta 12. Sebbene l’obbiettivo sia la storicizzazione di un fenomeno, questo selezionato compendio di oltre trecento pagine non solo persegue il suo scopo tramite strumenti documentaristici, analitici e critici, ma è anche in grado di restituire un’immagine affermativa di questa “Italia incompiuta”. Si presenta come osservatorio di un dato fenomeno, pur dimostrando come il proprio approccio proteiforme sia in grado di esaltarne il potenziale e sovvertirne la percezione negativa. Il volume è infatti strutturato in capitoli di elastica tassinomia: il “Manifesto Incompiuto”, tra i quali fondamenti svetta lo statement “incompiuto è simbolo del potere politico e di una sensibilità artistica”; una raccolta di “Testi” di impronta artistica, architettonica e antropologica, scritti, tra gli altri, da Marc Augé, Gabriele Basilico, Salvatore Settis, Robert Storr, Paul Virilio e Wu Ming; la sezione fotografica “Opere”, dove la fenomenologia attesta la propria estetica; le “Mappe”, organizzate per regioni e grado di incompiutezza; un dettagliato “Catalogo”; un “Diario di Bordo”, testimone delle ricognizioni sul campo. Anello di congiunzione tra le denuncie di Striscia la Notizia e il catalogo nazionale delle Opere Pubbliche Incompiute fondato solo nel 2013, questo atlante ridefinisce il paesaggio italiano, ne rimette in prospettiva la lettura della storia novella, ma soprattutto guarda oltre il suo eterno presente.

Zoe De Luca