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Giovanni Iudice Fondazione Brodbeck / Catania

“Esegesi”, questo il titolo della mostra personale di Giovanni Iudice curata da Gianluca Collica e promossa dalla Fondazione Brodbeck di Catania, propone una riflessione sulla ricerca dell’artista siciliano e sul suo medium privilegiato, la pittura, mai disgiunta dal disegno.Fulcro del progetto espositivo è Solaris 3 (2018), dipinto che appartiene a una serie in progress volta a indagare le metamorfosi del territorio rispetto alla vita dell’uomo e s’inserisce nel solco della pittura italiana del Novecento in cui si riconoscono Pirandello e Guttuso passando per Guccione. Solaris 3 è la veduta di una marina traboccante di figure, è lo scorcio di un paesaggio siciliano come tanti, saturo di presenze sapientemente riscattate dalla banalità attraverso una resa pittorica intensa, capace di spaziare dal non finito alla ricerca spasmodica del dettaglio per tendere a un risultato volutamente ambiguo di cui è protagonista l’umanità tutta. L’apparente normalità del soggetto, emblematica della produzione di Iudice, è trattata attraverso la costruzione di una dimensione sospesa tra universale e particolare, per esplorare le diverse declinazioni del vivere e del sentire dell’individuo. Come ulteriore disamina del linguaggio impiegato, il dipinto viene presentato insieme a un ciclo di lavori a esso ricollegabili, appunti, disegni, fotografie e prove di colore, non più da intendere esclusivamente come studi preparatori ma come opere compiute e autonome.
La mostra catanese si focalizza su una fase cruciale del lavoro di Iudice, non solo sulla vocazione espressiva della sua produzione, fatta di oggettività e visione, colore e sentimento ma anche sul processo sotteso alla sua ricerca in cui compiuto e incompiuto s’interrogano in una continua costruzione di senso oltre l’apparenza. Orientato a indagare le molteplici sfumature del reale con sguardo sensibile e sempre attento, l’artista sperimenta quindi un’inedita interpretazione critica della propria ricerca e uno studio sulle possibilità offerte dalla pittura, linguaggio aperto ad infinite sfumature.

Cristina Costanzo