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Carlo Mollino CAMERA / Torino

“L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973” è il titolo della mostra, curata da Francesco Zanot, negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
Designer e architetto nato a Torino nel 1905, Mollino è noto anche per il suo interesse per la fotografia che utilizzò sia come medium espressivo, sia quale mezzo di documentazione del proprio lavoro, sia come oggetto di riflessione, pubblicando nel 1949 il volume Il messaggio dalla camera oscura. CAMERA espone oltre 500 fotografie provenienti dall’archivio del Politecnico di Torino, suddividendole in quattro sezioni tematiche, i cui titoli sono mutuati da alcuni scritti dell’autore.
“Mille case” tratta il tema dell’abitare attraverso scatti in cui Mollino reinterpreta gli edifici da lui ideati, ma anche still life di oggetti domestici, ritratti in interni da lui progettati, istantanee di celebri edifici visti durante i suoi viaggi.
Segue “Fantasie di un quotidiano impossibile” in cui sono raccolte fotografie che mettono in questione la realtà, tra cui quelle di misteriosi oggetti isolati dal contesto, fotografie di fotografie e fotomontaggi di progetti realizzati a partire da modellini architettonici.
Sono invece la velocità, il movimento e la dinamica i temi sottesi a “Mistica dell’acrobazia”, terza sezione della mostra, ed espressi da Mollino nello sci, nel volo da lui praticato come pilota acrobatico, e nell’automobilismo di cui fu un grande appassionato.
Infine, “L’amante del duca” raccoglie 180 fotografie dedicate al corpo e alla posa. Si tratta delle celebri polaroid di ritratti femminili, alle quali sono affiancate stampe originali in bianco e nero e a colori, e scatti di sciatori di cui l’autore coglie la perfezione del gesto tecnico.
Lettere, manoscritti, cartoline e dattiloscritti originali, concludono una mostra capace di mettere in luce quanto con la fotografia Mollino sia stato capace di porsi tra tradizione, sperimentazione e coscienza critica.

Ilaria Bernardi