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Ola Vasiljeva Quartz Studio / Torino

Dopo aver esposto presso spazi internazionali quali il Kunstverein München nel 2016 e il Grazer Kunstverein nel 2017, l’artista lettone Ola Vasiljeva realizza presso Quartz Studio di Torino la sua prima personale in Italia.
Fondato nel 2014, Quartz Studio è uno spazio no-profit che mutua il nome da una pietra preziosa (il quarzo) per richiamare il concetto di “mirabilia” intrinseco alle antiche collezioni naturali. La meraviglia è infatti quella che si prova a visitare la mostra di Vasiljeva ivi realizzata grazie al sostegno della Fondazione Sardi per l’Arte aperta a Torino nel 2014 da Pinuccia Sardi Cagnucci e da lei diretta.
Il titolo dell’esposizione, “Qualcuno si è seduto sulla mia sedia”, evoca la favola di “Riccioli d’oro e i tre orsi”, in particolare l’episodio della sedia nel quale una bambina, entrata nella casa di una famiglia di tre orsi (il grosso padre orso, la madre orso e il loro piccolo figlio), prova a sedersi sulle loro tre sedie, ciascuna di dimensioni diverse, per trovare quella a lei più adatta per sedersi. A questa scena l’artista aggiunge idealmente un episodio analogo in cui la sedia quale “oggetto da provare” è sostituita da un armadio contenente gli abiti dei tre orsi, al fine di creare un collegamento tra Quartz Studio e lo spazio della vera sartoria ad esso adiacente, nella cui vetrina sono collocati una giacca da uomo su manichino e un libro di modellistica anni Sessanta.
Superata la soglia d’ingresso, un grande disegno montato su telaio taglia lo spazio e si istituisce come una sorta di quinta teatrale. Analoghi disegni sono tracciati o nascosti anche in alcuni degli oggetti esposti, quali le cartelle gialle riposte a terra dietro il telaio e il riquadro applicato sull’anta di una porta semiaperta allestita più indietro.
Tre specchi con un alone dorato riflettono e ampliano lo spazio espositivo, mentre, a pavimento, sono collocate due giacche in confezioni di plastica provenienti dal lavasecco poco distante, e un paio di sandali giapponesi risuolati dal calzolaio vicino.
Sulla parete di fronte, una giacca appesa “nasconde” piccoli oggetti e un disegno riposto nel taschino. Ricevute fiscali e una scatola rivestita di pezzi di giornale collocata dietro il telaio, attestano come l’intera mostra sia stata realizzata dall’artista durante il suo soggiorno torinese.
Gli elementi che la compongono sono concepiti per divenire surrogati o simulacri di personaggi fuori scena. Da sempre interessata alla premonizione e all’occulto, Vasiljeva crea una mostra-installazione dove realtà, immaginazione e simulazione si confondono per trasformare scultura, disegno, e objets trouvés in oggetti scenici sospesi fra uso e rituale, imitazione e finzione.

Ilaria Bernardi