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Benedetta Spalletti e Lodovica Busiri Vici su Vistamarestudio, Milano

Attiva a Pescara dal 2001, la galleria Vistamare ha annunciato per la fine di marzo 2018 l’apertura a Milano di un nuovo spazio denominato Vistamarestudio. Alla titolare della galleria Benedetta Spalletti si affianca in questa occasione Lodovica Busiri Vici. Quali sono le ragioni che hanno portato a questa nuova apertura? 

LBV: Diceva Boetti “le cose nascono dalla necessità e dal caso” e sicuramente il nostro incontro è stato dettato da una dose di casualità. Se pensiamo che ci siamo incontrate la prima volta in un bar a Porta Venezia accanto a quella che sarà la galleria. La nuova sede progettata insieme allo studio newyorchese “S4A – Space4Architecture” sarà uno spazio neutrale non caratterizzato da interventi architettonici e senza ostacoli alla vista: protagoniste saranno le opere. E poi la spinta ce l’ha data questa città. Vivo a Milano da quattordici anni e ho saputo apprezzarne l’attenzione crescente per l’arte contemporanea da parte dei privati e del pubblico, e l’apertura verso nuovi progetti ed energie diverse. Poi non ha nulla da invidiare alle altre grandi città europee.
BS: Per me al caso si è aggiunta la stima che ho sempre avuto verso di te, Lodovica. La necessità di aprire una sede in una città più centrale la sentivo ormai da anni, la galleria di Pescara è una realtà in cui credo molto ma che necessitava un completamento.

Nel primo annuncio di Vistamarestudio lo avete definito “uno spazio di sperimentazione senza confini”: quali sono le caratteristiche della futura sede? Quale sarà la linea e la programmazione del nuovo spazio?
Ci siamo interrogate su cosa voglia dire mostrare arte, cosa significhi, e in che modo si possa percepire un’opera attraverso i sensi, con l’anima e con la mente. Cercavamo un modo di approcciare lo spazio in maniera diversa. Per questo motivo Vistamarestudio vuole essere un luogo offerto agli artisti che possano innescare questo meccanismo, in maniera radicale.
Per il 2018 abbiamo in calendario quattro mostre, appositamente concepite da artisti italiani e internazionali, che intendono sfidare e contemporaneamente interrogare lo spettatore. E la mostra inaugurale di Tom Friedman va in questa direzione: è un invito ad abbassare le “difese”. L’artista americano da sempre lavora sul concetto di spazio e percezione e sulla smaterializzazione dell’oggetto attraverso scale diverse. Idealmente continuiamo così la ricerca intrapresa nel 2001 con “Camera Italia”, la mostra che ha inaugurato Vistamare Pescara, in cui dieci artisti sono stati invitati a ripensare lo spazio concentrandosi sull’idea stessa di stanza.

La sede della galleria a Pescara proseguirà la sua attività: in quale modo i due spazi saranno in relazione fra loro?
BS: Certamente proseguirà. Pescara è stata ed è per me una realtà importantissima e resterà tale anche dopo l’apertura di Milano. Ho sentito la necessità e la voglia di aprire una galleria in una città così vivace quale oggi Milano, e, insieme a Lodovica, è nata Vistamarestudio, un luogo per gli artisti, dove poter esprimere idee, progetti e lavori tutti pensati nello specifico per lo spazio, che abbia un programma nel segno della continuità ma anche del completamento del lavoro svolto dalla sede di Pescara.

Simone Ciglia