Recensioni /

TU35 EXPANDED Centro Pecci / Prato

Il Centro Pecci di Prato ha ospitato “TU35 EXPANDED”, una mostra con lavori ancora un po’ acerbi ma interessanti di venticinque giovani artisti, scelti tra quelli che operano in Toscana, Marche, Emilia Romagna e Umbria. Ad individuare gli artisti sono stati Giacomo Bazzani, Lorenzo Bruni, Matteo Innocenti e Elena Magini. Il risultato è una mostra eterogenea e discontinua, che non presenta un concept o un respiro curatoriale lineare o egemonico.
La selezione restituisce invece la temperatura della pratica contemporanea nel momento della sua produzione. Sono artisti che provengono da città e regioni avvertite come periferiche all’interno del sistema dell’arte. Da questa posizione marginale gli artisti cercano di emanciparsi con operatività e tematiche globali. La scommessa sta, però, nel proporsi in futuro con una propria singolarità non omologata alle mode internazionali. In mostra lavori eterogenei che si muovono su una molteplicità di mezzi espressivi, dal video alla fotografia, dalla pittura all’installazione che dialogano tra loro con equilibrio e che, pur nella discordanza, offrono momenti di qualche originale riflessione. Si segnala qui il video in super8 di Elena Mazzi Pirolisi solare (2017), che si ispira alle ricerche del fisico Hans Grassmann sulle fonti energetiche rinnovabili. L’intento del lavoro di Mazzi è quello di sollecitare una riformulazione delle dinamiche socio-culturali esistenti attraverso modelli alternativi capaci di coniugare attività artigianali e sperimentazioni industriali. Sono piaciuti anche i lavori più tradizionali di Hu-Be (Emanuele Sferruzza) che nei suoi quadri mette a punto un’inedita modalità di astrazione dell’immagine incentrata sulla ricerca di un “codice sorgente” e quelli di Mattia Pajè, che nella serie Points porta avanti la costante riflessione sull’utilità dell’arte contemporanea e sul ruolo che essa esercita sul fruitore. In appendice alla mostra un premio di tremila euro per i migliori che non guasta.

Sergio Risaliti