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Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte

Lo scorso 7 luglio è stato siglato un accordo tra il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte. Tale intesa conferisce al museo la cura, lo studio e la valorizzazione della collezione che l’imprenditore Francesco Federico Cerruti raccolse a partire dagli anni Cinquanta. Il progetto prevede la ristrutturazione e la messa in sicurezza della villa rivolese, sede della collezione, situata a pochi passi dal Castello, che aprirà al pubblico nel gennaio del 2019. Testimonianza del raffinato gusto collezionistico del proprietario, la villa non fu mai l’abitazione di Cerruti, il quale la immaginò come prezioso scrigno di una raccolta durata quasi settant’anni. Oggi, come dichiara lo statuto della Fondazione, edificio e collezione sono resi fruibili a beneficio della collettività, nel tentativo di perpetuare i valori di mecenatismo che animarono il fondatore e di rendere la collezione una realtà viva e un motore di crescita culturale.
Di origini genovesi, Francesco Federico Cerruti, ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Torino. Nel dopoguerra ampliò la legatoria paterna, la LIT – Legatoria Industriale Torinese, trasformandola in un’azienda di successo. Parallelamente diede avvio alla propria collezione d’arte con l’acquisto di un disegno di Kandinsky del 1918. In pochi decenni la Collezione Cerruti divenne una raccolta d’indiscusso valore, in cui trovarono posto dipinti e sculture dal Medioevo all’età contemporanea, libri rari, legatorie, fondi d’oro e arredi. L’eterogeneità e l’alta qualità delle opere rendono la Collezione Cerruti un caso esemplare nella storia del collezionismo privato italiano. Molti sono i capolavori che lo schivo e austero imprenditore raccolse negli anni. Un elenco parziale è sufficiente a testimoniarne l’eccezionalità: Bernardo Daddi, Gentile da Fabriano, Sassetta, Neri di Bicci, Dosso Dossi, Pontormo, Ribera, Tiepolo, Sebastiano Ricci, Fra’ Galgario, Batoni, Renoir, Pellizza da Volpedo, Balla, Boccioni, Casorati, Severini, Picasso, Magritte, Modigliani, Bacon, Giacometti, Burri, Manzoni, Warhol, Paolini. A queste opere si affiancano i dieci superbi dipinti metafisi di Giorgio de Chirico allestiti alle pareti della sala da pranzo, un prezioso secretaire in avorio dell’ebanista Pietro Piffetti e due divani disegnati dall’architetto Filippo Juvarra. Ma questo non è che un assaggio della straordinaria collezione, il cui catalogo generale dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2018.
Come ha dichiarato il direttore del Castello di Rivoli e neodirettore della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, Carolyn Christov-Bakargiev, il nuovo polo museale è un unicum nello scenario italiano e internazionale. Il Castello di Rivoli è il primo museo d’arte contemporanea a istituire una sezione dedicata all’arte medioevale e moderna. Il lascito, assicura il direttore, sarà un volano per la creatività: il dialogo che si innescherà tra le differenti stagioni dell’arte sarà potenziato da programmi educativi e curatoriali, rispettando così le ultime volontà dell’encomiabile donatore.

Fabio Cafagna