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SAGG NAPOLI Jupiter Woods / Londra

La mostra “Si na bugij pi cosc lisc e o smalt ngopp all’ogn (Sei una bugia dalle cosce lisce e le unghie smaltate)” ospitata dallo spazio londinese Jupiter Woods mira a configurare fisicamente la ricerca che Sofia A. Ginevra Giannì porta avanti sotto lo pseudonimo di SAGG NAPOLI. Costituendo un archivio temporaneo, presentato tramite tre dimostrazioni, la mostra si articola tra interventi editoriali online, azioni performative e opere fisiche, che illustrano formalmente il sistema estetico e identitario di SAGG NAPOLI. L’atmosfera è densa, immersa in una luce neon violetta che illumina la sala anteriore; la materialità delle opere è palpabile, e i dettagli che costellano l’installazione – catene d’oro, cornetti napoletani, bigiotteria varia – manifestano un frammento del mondo occidentale, specificamente mediterraneo: il Sud.
Rivolgendomi alla pratica di SAGG NAPOLI, penso a un avvilupparsi di significati dispersi, riaccentrati dall’artista in un’ottica antropologica, in un tentativo di definizione di un’identità sommersa da messaggi e contenuti ritenuti popolari, quasi folkloristici dalla società. È proprio nella differenza fra alta e bassa cultura che Clement Greenberg (Avant-garde and kitsch [1939]) identifica un problema strutturale di classificazione: qual è il ciclo di consumo degli elementi che sono ritenuti di basso livello, popolari, kitsch? In che modo questi sono portatori di valori culturali? Secondo Greenberg, l’ordine gerarchico degli oggetti prodotti da un dato sistema culturale non è un principio organizzativo efficace, poiché essi appartengono allo stesso insieme, più ampio, delle manifestazioni della cultura.
L’artista, dunque, si trova a operare nel confine più labile tra alto e basso, in quella periferia chiassosa che circonda un nucleo di simboli canonicamente accettati come rilevanti.
Tramite una ricerca quasi etnografica, la forza del lavoro di SAGG NAPOLI sta nella sovversione della gerarchia culturale prodotta e consumata all’interno della città di Napoli. Principi assoluti sono i rituali che racchiudono l’identità partenopea, ridefiniti e agglomerati secondo un sistema di significati visivi che l’artista definisce “South Aesthetics” (Estetica del Sud).
La gerarchia su cui il lavoro di SAGG NAPOLI agisce è riscontrabile sotto forma di differenze sociali, economiche, di genere, razza e religione, e i simboli diventano lo strumento politico per esprimerne le criticità. I corni di ceramica, il denim sfrangiato e montato su tela, le citazioni di canzoni neomelodiche, per fare qualche esempio, sono gli elementi formali dell’azione di SAGG Napoli.
Nel video Si na bugij pi cosc lisc e o smalt ngopp all’ogn (Sei una bugia dalle cosce lisce e le unghie smaltate, 2017) – installato nella sala posteriore – il sistema estetico e simbolico di SAGG NAPOLI costituisce l’elemento fondante, e trova la sua materializzazione direttamente nella figura dell’artista. Giannì, infatti, utilizza il proprio corpo come strumento narrativo, impersonando i rituali, gli stereotipi e le categorizzazioni che sono parte del sistema culturale cui l’artista fa riferimento. L’opera si avvale di un registro drammatico emozionante, a tratti mistico; ad esempio nelle scene centrali in cui la gestualità di SAGG NAPOLI è distesa, solida, a metà tra yoga e danza sciamanica, accompagnata da suoni scanditi e semi-tribali. L’azione di SAGG NAPOLI è politica, e riflette criticamente su frammenti di periferia e simboli di potere.

Federico Sargentone