Speciale Biennale /

Gli eventi collaterali

Ci sono alcuni temi, come il rapporto con la tradizione, che la città di Venezia con le sue collezioni e la sua storia, le maestranze, i palazzi, i teatri e le Biennali non fa che perpetrare e rinnovare, offrendosi come contesto unico in cui il passato si apre al dialogo con il contemporaneo. Alcune tra le mostre in programma quest’anno mettono in luce la fascinazione che l’eredità culturale di Venezia ha esercitato sull’arte contemporanea, testandone l’incisività e l’attualità.
Presso le Gallerie dell’Accademia si svolgerà la prima mostra dedicata a Philip Guston a Venezia, in quelle stesse sale che l’artista ammirò in uno dei suoi viaggi in Italia, nella città in cui si soffermò sulle pitture di Tiepolo e Tintoretto, come riporta la sua corrispondenza. Philip Guston and The Poets, curata da Kosme de Barañano, presenterà cinquanta tele e venticinque disegni organizzati secondo nuclei tematici in relazione con i componimenti di cinque celeberrimi poeti.
Palazzo Fortuny inaugurerà una grande collettiva che riflette sull’intuizione; una sensibilità – o per meglio dire attitudine – che attraversa la storia dell’arte, emergendo con decisione in alcuni momenti-chiave, indagati singolarmente nella mostra. Curata da Daniela Ferretti e Axel Vervoordt, Intuition comprenderà lavori site-specific, performance e nuove produzioni in dialogo con le opere storiche e gli ambienti del Palazzo.
“Afterglow: Pictures of Ruins”, la mostra di Vik Muniz ospitata al secondo piano della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, presenta inedite fotografie ispirate al motivo del “capriccio” nella produzione pittorica italiana del Sei-Settecento e all’opera di maestri veneziani, tra cui Francesco Guardi, Dosso Dossi e Canaletto, ammirati dall’artista brasiliano nel 2016 presso lo stesso in Palazzo Cini. A cura di Luca Massimo Barbero, l’esposizione si completa con una scultura in vetro di Murano.
Sull’Isola di San Giorgio Maggiore, Le Stanze del Vetro dedicheranno a Ettore Sottsass, nel centenario della nascita, una mostra interamente votata alla sua produzione in vetro. L’esposizione, anch’essa a cura di Barbero, comprende circa duecento pezzi che esplorano l’eclettica, eterogenea produzione vetraria del celebre architetto e designer.
Sempre sull’Isola di San Giorgio Maggiore, gli spazi della Fondazione Cini ospiteranno Minimo Massimo, grande retrospettiva di Alighiero Boetti, a cura di Barbero. La mostra metterà a confronto i vari formati delle opere di Boetti e includerà un progetto speciale sul tema della fotocopia a cura di Hans Ulrich Obrist. Sull’Isola sarà inoltre presentata l’installazione di Bryan McCormack “Yesterday/Today/Tomorrow, che riporta l’esperienza dei rifugiati in maniera diretta e autentica, lontana da quella trasmessa dai media.
A un grande pittore statunitense è dedicata la mostra alla Collezione Peggy Guggenheim: Mark Tobey. La luce filante ripercorrerà la carriera dell’artista attraverso una selezione di circa ottanta opere realizzate dalla fine degli anni Venti fino agli anni Settanta. Curata da Debra Bricker Balken, si tratta della più ampia retrospettiva sull’opera di Tobey organizzata negli ultimi quarant’anni.
La mostra Carol Rama. Spazio anche più che tempo conferma il momento di riscoperta dell’artista torinese scomparsa nel 2015. Organizzata dall’Archivio Carol Rama, comprende un gruppo di trenta lavori che mettono a fuoco la sua personalissima elaborazione formale, anche a partire da stimoli provenienti dall’opera di altri artisti. A cura di Maria Cristina Mundici e Raffaella Roddolo, l’esposizione avrà luogo nello storico palazzo Ca’ Nova sul Canal Grande e coinciderà con “Carol Rama: Antibodies”, dal 3 maggio al New Museum di New York.

 

In aggiunta, la redazione di Flash Art – oltre a The Boat is Leaking. The Captain Lied presso Fondazione Prada e Damien Hirst. Treasures from the Wreck of the Unbelievable a Palazzo Grassi e Punta della Dogana già parte dello “Speciale Biennale di Venezia” – segnala:

– la doppia mostra di Rauschenberg Late Series” e “Us Silkscreeners…” promossa da Faurschou Foundation presso la Fondazione Cini;

– la mostra personale di Pierre Huyghe presso lEspace Louis Vuitton Venezia in cui verranno presentate tre opere dell’artista, parte della collezione della Maison;

Body and Soul: Performance Art – Past and Present mostra di arte performativa curata da Elga Wimmer per la New York Promoter Rush Philanthropic Art Foundation;

– la mostra Films in Sheep’s Clothing del videoartista britannico John Smith presso la galleria Alma Zevi;

– presso Campo della Tana “Samson Young: Songs for Disaster Relief”, mostra che raccoglie un nuovo corpo di lavori dell’artista di Hong Kong che ripropone e storpia alcuni “charity singles” – le canzoni comunemente prodotte per scopi di beneficenza;

– la mostra site-specific “The End of Utopia” progettata da Studio la Città e Palazzo Flangini che raccoglie i lavori dei due artisti americani Jacob Hashimoto e Emil Lukas;

– la mostra di Michelangelo Pistoletto One and One makes Three – realizzata con il supporto di Galleria Continua – in cui l’artista presenterà presso la Basilica di San Giorgio Maggiore opere e installazioni ambientali attorno a temi quali il destino dell’uomo e la necessità di cambiamento sociale;

– la personale di Ariela Wertheimer presso Palazzo Mora, in cui saranno esposti i light boxes già apparsi alla Farkash Gallery di Tel Aviv;

Solo di Thomas Braida a cura di Caroline Corbetta presso Palazzo Nani Bernardo;

The Golden Tower di James Lee Byars, opera concepita dall’artista nel 1976 e per la prima volta esposta in uno spazio pubblico tra la Collezione Peggy Guggenheim e l’Accademia, grazie all’impegno di Fondazione Giuliani e dalla galleria Michael Werner;

– “Jan Fabre – Glass and Bone Sculptures 1977-2017”, una selezione di opere in vetro e ossa realizzate da Fabre ed esposte all’Abbazia di San Gregorio – promossa da GaMEC;

– la mostra dei ventuno giovani artisti candidati al Future Generation Art Prize 2017, presso Palazzo Contarini Polignac. Il premio, ottenuto quest’anno dall’artista sudafricana Main Prize Winner, è indetto dal Pinchuck Art Centre di Kiev;

Leviathan di Shezad Dawood, un progetto cinematografico su un futuro post-apocalittico diviso in dieci episodi – i primi due mostrati a Palazzina Canonica –, insieme a una serie di nuovi lavori in mostra presso la fabbrica Fortuny;

The Home of My Eyes, mostra di Shirin Neshat a Palazzo Correr in cui saranno presentati una serie di ritratti fotografici di persone residenti in varie regioni dell’Azerbaijan, realizzati nel 2015;

– la personale di James Richards promossa da Cymru yn Fenis Wales; l’artista presenterà una installazione sonora accompagnata da un corpus di lavori presso Santa Maria Ausiliatrice;

– “Velme”, il progetto site specific di Marzia Migliora presentato da Fondazione Merz, MUVE e Musei Civici di Venezia presso lo storico Palazzo Ca’ Rezzonico;

– La mostra “Doing Time” di Tehching Hsieh promossa dal Taipei Fine Arts Museum presso Palazzo delle Prigioni, la più estensiva personale dell’artista taiwanese mai organizzata ad oggi.

Sara De Chiara