Recensione /

“Trame. Realtà Arte Cinema Invenzione” Spazio Murat / Bari

Prende avvio a Bari, nello Spazio Murat, la programmazione espositiva del comunale Polo contemporaneo delle Arti. Per l’esordio il neo direttore Massimo Torrigiani ha scelto una mostra sofisticata e impegnativa, costituita in gran parte da film e video, che rimodula con originale allestimento una rassegna curata all’ Ocat di Shangai da Davide Quadrio e Angela Girelli.
“TRAME. Realtà, finzione, arte, cinema, invenzione”, affronta un tema molto attuale, in tempi di post-verità dilagante: l’ambigua demarcazione tra facts e fiction che dall’industria cinematografica e pubblicitaria si estende ai mondi della politica, del business, della vita quotidiana. Gli otto artisti selezionati si concentrano in particolare sulle relazioni tra verità, falsificazione e memoria nella costruzione del racconto storico. Ricorrente nei lavori esposti è un “impulso archivistico” motivato dalla volontà di riscattare una storia spesso marginale, alternativa alle fonti ufficiali. Così il libanese The Atlas Group porta avanti una catalogazione della vicenda recente del suo paese con la costituzione di un archivio immaginario di eventi reali, come le guerre civili al ’71 al ‘91. Il francese Thomas Sauvin colleziona e cataloga scarti di pellicole dal 1985 all’avvento del digitale, trovati in un impianto di riciclaggio di Pechino. Mentre la franco-algerina Yto Barrada assembla filmati amatoriali girati in Marocco tra gli anni ’50 e ‘60, provenienti da un archivio di Marsiglia sulle ex colonie francesi. Sul crinale sottile tra aderenza al dato oggettivo e scarto di finzione, riflette invece Rossella Biscotti (cui appartengono le stampe di cartoline all’apparenza innocue, ma utilizzate per pubblicizzare il siero della verità). E ancora sulla destabilizzazione di certezze operano l’artista di Singapore Ho Tzu Nyen e il portoghese Joao Penalva. La rappresentazione di temi razziali da parte dei media è infine al centro della ricerca del ganese John Akomfrah; e questioni di genere al femminile sono affrontate, combinando realismo magico e documentario, dalla performer e regista americana Wu Tsang.

Antonella Marino