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Ilya e Emilia Kabakov Spazio -1 / Lugano 

Maturata lentamente in anni di frequentazione, la mostra “The Kabakovs and the Avant-Gardes” si basa su opere della collezione Giancarlo e Danna Olgiati che Ilya ed Emilia Kabakov hanno posto in dialogo con alcuni dei loro più emblematici lavori: i grandi dipinti della serie An alternative history of art: Rosenthal, Kabakov, Spivak, l’installazione The Toilet in the Corner (2008) e la scultura Two Faces or the Egg (2000). Le ventisette opere selezionate dalla collezione Olgiati appartengono invece alla grande stagione delle avanguardie storiche: lavori di Malevič, Rodčenko, Gončarova, Ekster, Kandinskij, Marinetti, Balla, Severini, Léger e Schwitters ripercorrono le alterne relazioni tra Futurismo e Cubofuturismo, Suprematismo e Costruttivismo fino all’Astrattismo europeo ma, soprattutto, assumono un nuovo significato nell’operazione concettuale ed estetica orchestrata dai Kabakov.
L’allestimento progettato da Ilya adotta una struttura centrale a croce greca che deflagra lo spazio in ascisse e bisettrici di ispirazione suprematista e che, da ogni angolazione, rende visibili alcuni lavori storici ma una sola delle opere del duo artistico. Lo spettatore è così obbligato a confrontarsi con un progetto espositivo che propone una densa e acuta rivisitazione mitopoietica dell’arte, culminando in un’originale sintesi che scaturisce dalla peculiare prospettiva dei Kabakov.
Il progetto, infatti, va ben oltre il concept di mostra curata da un artista virando, invece, verso quell’aspetto della ricerca dei Kabakov il cui esito sono le “installazioni totali”, qui in una versione più rarefatta e statica, ma impeccabile. Il visitatore è condotto in quella dimensione estetica e concettuale che trae linfa dal rapporto viscerale e senza retorica tra gli artisti e le vicende storico-politiche, creative ed umane dell’ex Unione Sovietica.
Una mostra che anticipa, con profonda intensità, la retrospettiva che la Tate Modern di Londra dedicherà ai Kabakov nell’ottobre 2017.

Silvia Conta