Recensione /

Nuova Fotografia Italiana Via Saterna / Milano

Vitalità, originalità, eterogeneità, è ciò che questo progetto curato da Fantom per Viasaterna senz’altro esprime. La volontà dei curatori della galleria si è fin da subito contraddistinta come necessità di scandagliare l’intricato sistema della produzione fotografica italiana, partendo dall’interrogarsi su quali punti comuni operano gli artisti che in questo paese hanno deciso di investigare questo medium. Tutti gli autori selezionati sono nati dopo il 1980 e sono stati scelti sulla base della prossimità con Fantom (il collettivo che cura la mostra e il programma espositivo di Viasaterna fin dalla sua inaugurazione) che ha intercettato negli anni, attività e traiettorie di ricerca di questa produzione artistica.

Tra i lavori più interessanti si segnalano quelli di Martina Corà (Como, 1987) artista che dedica la sua curiosità a tutto ciò che concerne il rapporto tra rete e media, approfondendo le analogie che si possono creare tra questi due mondi. In questa occasione presenta “Quadri cinesi” che si muovono e “Ooooolympics”, lavori in grado di dar vita a misteriosi nuovi oggetti fotografici legati all’idea di una fotografia volta a disvelare il suo valore iconico a partire da un prelievo di immagini preesistenti con una conseguente ricontestualizzazione su supporti anomali.

Delfino Sisto Legnani (Milano, 1985), esplicita il tema della decontestualizzazione presentando il suo “Beautiful waste”, progetto mirato a riconsegnare dignità ad alcuni brandelli di materiali serviti come scenario proprio durante i suoi shooting, a dimostrazione concreta che la fotografia è arte in dialogo costante con una realtà di cui Sisto vuole disvelare tutta la metateatralità.

Il lavoro sui simboli, caro a Federico Clavarino (Torino, 1984), si esplicita con Castle, serie di fotografie che mirano ad indagare il tratto semiotico della percezione del principio di condivisione e separazione, ancora esistente nelle tracce della cultura europea. Il castello è archetipo, allora, di un sogno senza tempo, in grado di attrarre su di sé associazioni, rimandi, allegorie di spettatori rapiti da viaggi nel tempo.

The cool couple, duo artistico formato da Niccolò Benetton (Arzignano, Vicenza, 1886) e Simone Santilli (Portogruaro, Venezia 1987), da anni fa convergere i lavori di ricerca comune su percorsi di matrice semiotica e filosofica interpretando la fotografia come linguaggio frutto di continue contaminazioni e mutazioni. All’interno della loro riflessione sulla problematicità di raccontare o restituire una storia, qui espongono “A kind of Display”, un’ampia collezione sul tema della barba che diventa prima oggetto di immagine e poi immaginario, ambiguità tra ironia e attualità, tra scienza e storia.

 

Marco Tagliafierro