Recensione /

Linda Carrara + Nebojša Despotović Resilience, Galleria Temporanea Boccanera, via Ventura 6, Milano <7i>

È in mostra fino al 27 febbraio Resilience: una bipersonale inedita realizzata a Milano dalla galleria Boccanera di Trento. Una mostra equilibrata, densa e, nello stesso tempo, rigorosa, che pone in relazione due artisti diversi per lo stile pittorico messo in gioco e il sentimento comunicato. Linda Carrara (Bergamo, 1984. Vive e lavora tra Gent e Bruxelles) e Nebojša Despotović (Belgrado, 1982. Vive e lavora a Berlino) rappresentano due tipologie pittoriche molto differenti, per approccio nei confronti della storia che li ha influenzati – molto viscerale e fluido quello dell’artista serbo, più controllato e razionale invece l’altro – e per la sensazione restituita dalle opere stesse.

Non è semplice sfidare le sorti della pittura attraverso il confronto di due personalità diverse, che oltretutto mostrano per la prima volta in Italia dei nuovi soggetti, riuscendo a non entrare in conflitto, ma in un dialogo complesso, che lascia molto respiro. Le opere di Linda e Nebojsa sono infatti separate da altissimi muri in cemento, e da una struttura, quella della ex galleria di Mimmo Scognamiglio in via Ventura, per nulla regolare, con piccoli ostacoli e tagli architettonici dalla forte personalità. L’opera della Carrara è tangibilmente cambiata, maturata, negli ultimi due anni di studio e lavoro tra Ghent e Bruxelles, dove l’artista si è dedicata a un’energica produzione dedita a una ricerca sulla materia e le sue potenzialità archetipiche e sulla luce, quella contemplativa e fredda dei paesi nordici – dal marmo, che ha riprodotto pittoricamente attraverso gli insegnamenti fiamminghi, al legno, che da materia concreta diventa, una volta qui trasposta in pittura, corpo astratto, da contemplare come una natura morta; è qui posto in maniera netta attraverso un allestimento apparentemente semplice di due grandi tele – tre metri per due – che rappresentano dei pavimenti in legno, dei parquet, e un piccolo dittico in marmo di carrara, dipinto. Poi, in un simmetrico dialogo, opere di grandi, medie dimensioni e un piccolo volto di Despotović: poetici e complessi rimandi a opere storiche, mescolate a un retaggio personale di volti e malinconici ricordi. Ogni lavoro ha un vivido movimento interno e una fluidità d’immagine toccanti.

by Rossella Farinotti