Recensione /

Giulio Zanet, Still Nothing ABC-ARTE, Milano

È in mostra fino al 2 marzo Still Nothing, la personale di Giulio Zanet (Colleretto Castelnuovo, 1984. Vive e lavora a Milano) realizzata da ABC-ARTE di Genova in collaborazione con MARYLING, nella sede multifunzionale in piazza Gae Aulenti a Milano. L’artista, insieme al curatore Ivan Quaroni, ha sviluppato un percorso sintetico, pulito e netto nelle forme – geometrie immediate e irregolari -, ma vivido e in movimento nell’impatto visivo del colore.

Una linea retta dove la pittura – quella vera, passata a una sublimata astrazione, senza orpelli e senza racconti – è chiara e pura, resa gradevole dalla complessità dei pattern, e dal gioco di colore che Zanet utilizza senza mai troppo rigore. In mostra circa 15 opere legate da un sistema narrativo assolutamente astratto, ma, di opera in opera, diverso: alcuni lavori molto pop con losanghe colorate e sgocciolature, più ornamentali rispetto al rigore della pittura analitica di tele più piccole e rigorose, in relazione con i tessuti e i pattern esposti all’interno dello spazio. Da sempre nel lavoro di Zanet i titoli sono importanti e rappresentativi: L’infallibilità dell’errore; Cadere; Minimal experiments; Un’inutile trasparenza o La malleabilità del tempo … tutti messaggi poco rassicuranti e ancora in progress, alla ricerca di equilibrio e sicurezza. Quell’equilibrio e sicurezza a cui Giulio Zanet sta arrivando, attraverso questo corpo di lavoro riconoscibile degli ultimi 2 anni di percorso, dopo la narrazione delle storie grottesche e surreali dei primi lavori, figurativi e fatti di immagini bloccate nel tempo. Tinture e forme che rimangono in testa, speriamo anche nel tempo.

by Rossella Farinotti