Recensione /

The Milky Way, Galleria Studio Sales, Roma

Un folto nucleo di artisti contemporanei scende in campo per sostenere l’attività di Pianoterra Onlus, fondazione che si occupa di donne in gravidanza, neomamme e bambini che vivono in condizioni di marginalità sociale.
Ad aprire i suoi spazi espositivi per questa buona causa è la galleria Studio Sales di Norberto Ruggeri, che il 21 e il 22 novembre ospiterà le opere di trentuno artisti, tra big di respiro internazionale ed esordienti. Per The Milky way, questo il nome del progetto che lo scorso anno è stato ospitato nella Galleria Lia Rumma a Napoli – quando i ricavati dalle vendite delle opere sono stati destinati alle famiglie disagiate della città –, “molti artisti hanno concepito dei lavori ad hoc”, racconta Damiana Leoni, curatrice della mostra. “Spesso sono nomi che hanno già alle spalle un’attività legata al sostegno dei giovani e dei bambini, perciò hanno aderito con ulteriore entusiasmo. Penso, per esempio, a Gian Maria Tosatti, o a Olaf Nicolai”, aggiunge. Mat Collishaw, Rä di Martino, Goldschmied & Chiari, Flavio Favelli, William Kentridge, Gianni Politi, Andrea Salvino, Lorenzo Scotto di Luzio, Giuseppe Stampone e Mari Sunna, sono solo alcuni dei nomi che hanno accettato l’invito, spesso concependo lavori ispirati alla sfaccettata iconografia della madre, con ampi risvolti autobiografici e sofferti nel caso di alcuni di loro. Acquistando una loro opera si potrà pertanto collaborare attivamente al programma 1000 Giorni, promosso da Pianoterra in stretta collaborazione con ACP (Associazione culturale Pediatri): “il progetto – sottolineano gli organizzatori – parte dall’assunto che migliorando le condizioni di partenza di una vita, offrendo cura e supporto alle radici, è possibile prevenire molti problemi di salute e di sviluppo ed evitare che si trasmettano di generazione in generazione”. Non solo una mostra, quindi, quella che sarà ospitata da Studio Sales, ma un momento di dialogo concreto, a conferma delle potenzialità reali dell’arte nella stretta contemporaneità.

by Lorenzo Madaro