Intervista /

Prima Donna A Symphonic Visual Concert

Che cosa ci fanno un celebre cantautore pop, un’artista statunitense di fama internazionale e un ambizioso artista italiano in un polveroso teatro di avanspettacolo di Parigi, con il guardaroba di Maria Callas e una troupe da far impallidire Bollywood? Tutto ha inizio da Rufus Wainwright, perché anche se il suo talento è stato riconosciuto da superstar come Elton John e Sting, non smette di venerare la musica classica e soprattutto l’Opera, infatti la sua musica è stata definita “Popera” o “Baroque pop”.

 Sono innamorato dell’Opera, e ho sempre desiderato scriverne una, ma non mi sono mai sentito abbastanza sicuro come concertista o drammaturgo… Non trovavo il soggetto giusto. Poi ho visto un documentario su Maria Callas nel quale lei dice, Questo è ciò che significa essere… una primadonna!. In quel preciso momento, di colpo, avevo la mia storia da raccontare, Prima Donna. Qualche giorno dopo questa intuizione, ho incontrato Francesco Vezzoli a Roma, per registrare una puntata del noto programma di Arté Into the night with…, dove due personaggi noti che si incontrano per la prima volta, trascorrono la serata insieme conoscendosi davanti alle telecamere. Passeggiando con Francesco per Roma ho pensato,Ma è Francesco quello che ci vuole per Prima Donna!e così in diretta, gli ho chiesto di lavorare con me per un film, un visual che trasformasse la mia Opera live in un Simpohonic Visual Concert.

 

Alessandra Galletta: Che cosa sapevi già della tua storia?

Francesco Vezzoli: È la storia, che si svolge nell’arco di un giorno, di una celebre cantante d’Opera che sola, in una stanza elegantissima a Parigi, ripercorre la sua vita — ormai giunta quasi al termine – attraverso flashback dei momenti più intensi della sua carriera.

 

AG: Come avete coinvolto Cindy Sherman?

FV: Francesco mi disse, “Sai, non voglio ancora coinvolgere un’attrice. Non voglio un’altra star di Hollywood. Mi piace l’idea che sia una grande artista donna così come lo era Maria Callas”. E quando pensi a una grande artista, pensi a Cindy Sherman e alla sua intensa carriera, quindi ci siamo trovati subito d’accordo su chi dovesse essere la protagonista del film.

 

Il video, realizzato sotto la direzione di Francesco Vezzoli, si snoda attraverso cinque episodi girati tutti in un giorno al Théâtre des Variétés, lo scorso maggio a Parigi. Durante una breve pausa, tra estenuanti cambi d’abito e trucco, Cindy Sherman ci racconta come è entrata a far parte del progetto.

Cindy Sherman: La storia mi ha coinvolta subito, perché tratta di una donna che sta invecchiando e che deve venire a patti con il fatto di non poter continuare a fare ciò per cui era conosciuta da giovane. Non che stia vivendo lo stesso dilemma, ma avendo interpretato tantissimi personaggi che lottano contro gli anni che passano, ho pensato che sarebbe stata per me la cosa più naturale da fare.

 

AG: Un nuovo personaggio da interpretare, unaltra donna da impersonare…

CS: Sì, ma qui è molto diverso. Quando lavoro nel mio studio, sono io a occuparmi del trucco, dei capelli… faccio tutto io. Non penso mai di recitare, perché mi metto solo in posa per lo scatto e sono io sola a controllare tutto. Quello che mi spaventa qui, è che sto rinunciando a quel controllo per affidarlo a qualcun altro.

 

Quanto a controllo, Cindy Sherman può considerarsi in buone mani, visto che al comando c’è Francesco Vezzoli, che ha dimostrato nelle sue tante produzioni video una incredibile capacità di mettere insieme un cast stellare e di avvalersi dei migliori professionisti in ogni campo. Per gli abiti ad esempio, Vezzoli ha collaborato con l’archivio delle Sartorie Tirelli di Roma, le stesse che hanno firmato i costumi dei film di Luchino Visconti e Federico Fellini, e naturalmente gli abiti di scena di Maria Callas, reinterpretati dalle costumiste delle Sartorie Tirelli per il set di Parigi.

Alla fine della giornata di riprese, chiedo a Rufus come sia stato lavorare con Francesco Vezzoli.

 

Rufus Wainwright: Quando Francesco lavora a un progetto, lo fa con grande sicurezza e abilità. Naturalmente lui ha sempre i migliori costumi, i migliori set, i migliori cameramen, i migliori fotografi… eppure gli piace sempre aggiungere un elemento di pericolo, un margine di rischio. In ogni caso, con Francesco c’è sempre una sua piccola trappola, una bravata, che forse rende l’opera più vitale, e di certo più emozionante

Scorrono nel background visivo di “Prima Donna”, che ha debuttato lo scorso 15 settembre all’Athens Festival, nell’Odéon di Erode Attico, sul pendio meridionale dell’Acropoli di Atene, i cinque episodi diretti da Francesco Vezzoli, con Cindy Sherman nel ruolo di Regina dell’Opera, dalle luci della sua fama planetaria al tramonto solitario della sua carriera.

 

Tempo di riposarsi e godersi lo spettacolo? Non per Francesco Vezzoli… chiusa anche questa produzione, guarda già a quelle che verranno.

 “….Adesso dobbiamo trovare una nuova icona. Abbiamo lavorato con le più grandi attrici del mondo, con la più grande artista del mondoadesso bisogna cambiare!