Recensione /

Maravee Therapy: ritorna la rassegna a cura di Sabrina Zannier

Inaugura il 31 ottobre la rassegna, giunta alla 14° edizione. Flash Art ha intervistato la curatrice, Sabrina Zannier, per discutere del tema di quest’anno.

La 14ma edizione di Maravee ha come tema la salute attraverso la lente dell’ossessiva ricerca della perfezione del corpo. Come mai hai scelto questo tema?
Sabrina Zannier: Ho ideato questa rassegna nel 2002 con l’intento di affrontare attraverso l’arte contemporanea temi d’interesse collettivo, rilevati dal nostro vivere quotidiano in un’ottica di attenzione sociologica. Il tutto entro una progettualità curatoriale lungimirante, per cui ogni edizione contiene in germe il tema della successiva. Da Maravee Corpus 2014, che affrontava la moltiplicazione identitaria attraverso il travestimento e il concetto di alias, Maravee Therapy riporta il corpo al centro della riflessione, ma come soggetto/oggetto di cura e dedizione. Chiamando in causa l’ossessione contemporanea per la perfezione, ricercata attraverso i modus vivendi – alimentazione e sport – e la scienza, dalla chirurgia estetica alla sperimentazione genetica.

Il Festival avrà una durata di sette mesi, durante i quali ci saranno mostre, performance, spettacoli e altro ancora in diverse location. Ci dai qualche anticipazione?
SZ: Dopo la preview pordenonese con uno spettacolo teatrale sull’ossessiva ricerca del corpo perfetto, che ha anticipato una chiave di lettura critica nei confronti dei canoni proposti dalla società occidentale, il centro del Festival si svolgerà al Castello di Susans di Majano (UD). Quattro saranno le mostre: Terapia dell’ibrido, la personale di ORLAN che affronta il tema della chirurgia estetica virato sulla ricerca genetica e sull’etica antropologica tesa a oltrepassare le barriere di una bellezza canonica; Restauro e riscatto della bellezza, con la video-installazione di Debora Vrizzi e la videoproiezione di Silvia Camporesi che inscenano storie personali di terapia fisica e prassi sportive come cammini verso l’espiazione e la rivelazione. Al piano terra, nella cucina del castello Genetic Lab, con le sculture di Monika Grycko proporrà un visionario laboratorio di analisi etno-antropologiche; e Picnic sulla Torre di Babele, di Isabella e Tiziana Pers, declinerà il tema della salute facendo leva sulla prospettiva del Biocentrismo, con tanto verde vivo, fotografie e video.

Chi saranno gli ospiti?
Oltre ad attori e danzatori che animeranno l’inaugurazione in castello, protagonista della serata sarà ORLAN, che terrà una conferenza per illustrare il concetto di ibrido tra reale e virtuale, arte e scienza, nell’ottica di un corpo capace di contemplare sulla propria carne canoni estetici di civiltà diverse.

La successiva tappa, al Museo Civico di Gemona (UD), vedrà invece il protagonismo di Carole Feuerman, con la personale Sport del Bellessere, che in pieno inverno metterà in scena il sapore dell’estate.