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Hermès e Le Parc

In occasione della collaborazione tra Julio Le Parc ed Hermès, Arianna Rosica ha intervistato l’artista e Pierre-Alexis Dumas, Direttore artistico della Maison.

Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta di collaborazione con la Maison Hermès?

Julio Le Parc: Ho trovato molto interessante l’iniziativa di Hermès di collaborare occasionalmente con artisti. Ero preso da quest’idea e ho provato, come succede nei nuovi progetti, a moltiplicare le situazioni per arrivare al risultato di oggi. Questa particolare iniziativa mi ha dato la possibilità di far parte di un nuovo entusiasmo.

Come colloca questa collaborazione nel suo percorso artistico e progettuale?

JLP: Da più di 60 anni dedico la mia vita alle mie creazioni, qualunque sia il contesto. Questa volta avevo un limite, il carré, ma l’idea restava la stessa: stimolare lo sguardo. Avevo la libertà di giocare con le mie successioni di forme, di colori, non colori. È stato molto entusiasmante e mi ha ispirato molto. Il quadrato è una forma che mi interessa veramente…

Ci vuole raccontare il progetto Variations autour de La Longue Marche?

JLP: Questa collaborazione mi ha incoraggiato a esplorare il carré in seta indossato, piegato e a creare un’infinità di disegni differenti. Poiché il mio lavoro è un’esplorazione costante di infinite possibilità, è stato veramente interessante. Nel mio lavoro, in tutte le mie ricerche, c’è sempre un’apertura. Il tema della Longue Marche, che ho sviluppato negli anni Settanta, rientrava nelle esperienze che avevo fatto all’inizio degli anni Cinquanta e che poi ho ripreso negli anni Sessanta. Ci sono dei temi che si sviluppano in successioni di differenti tappe e forme, nell’accostamento dei colori, nella ricerca della soluzione per questi carré. È una declinazione di forme e colori che già utilizzavo e su cui ho lavorato nuovamente per questo progetto. Le possibilità e le varianti erano infinite ma ho mantenuto sei motivi secondo un’alternanza ritmata di colori e di grigi. La Longue Marche incarna un modo creativo piuttosto ciclico ed è anche una metafora di tutto il mio itinerario, del mio percorso artistico. In queste forme geometriche si possono vedere dei motivi abbastanza sottili che sono gli stessi della mia Longue Marche. Ci sono riferimenti alla mia infanzia, alle mie esperienze, ai miei incontri e alla mia perseveranza. Quando guardo questi carrés vedo un milione di cose.

Come è nata la collaborazione fra Hermès e Julio Le Parc per la realizzazione della speciale collezione di carrés Variations autour de La Longue Marche presentata nell’ambito di Art Basel al Museum der Kulturen di Basilea?

Pierre-Alexis Dumas: Nella primavera del 2013 rimasi colpito dalla mostra monografica di Julio Le Parc al Grand Plais de Tokyo. La longue Marche (1974-1975), opera-chiave, ricca di associazioni con la vita personale dell’artista, spiccava tra una moltitudine di opere dalle forme e dai colori vibranti. Qualche settimana dopo ebbi l’opportunità d incontrare Julio Le Parc nel suo studio. Trascorremmo ore a guardare dipinti e archivi alla ricerca dell’opera migliore da adattare alla seta. Alla fine concordammo entrambi che “La longue Marche” sarebbe stata il perfetto spunto iniziale per delle nuove variazioni.

La Maison negli anni sta portando avanti un articolato dialogo con l’arte contemporanea. A che artisti guardate? Come individuate quelli più adatti a una collaborazione?

PAD: Ho lanciato il progetto di Hermès Editeur nel 2008, cercando di produrre speciali collezioni dei nostri iconici carré in seta con rinomati artisti contemporanei. Sognavo di collaborare con artisti su serie limitate. Volevo spingere i nostri stampatori fino al loro limite, volevo fare un carré davanti al quale potersi fermare e pensare: questa non è un’immagine su seta, da dove arriva? Come è stata stampata? Volevo qualcosa spettacolare, squisito e stimolante che potesse risvegliare curiosità e consapevolezza sull’arte di stampare la seta. Non ho idea di chi sarà il prossimo artista di Hermès Editeur. Spero che tra vent’anni guarderemo a tutte le diverse edizioni e diremo che è come una collezione letteraria, romanzi con la loro personalità individuale che possono convivere uno accanto all’altro.

Arte, moda e design hanno infiniti punti di contatto. Nel momento della produzione come si riescono a conciliare le specificità del pezzo unico con le esigenze della produzione seriale? 

PAD: Da Hermès siamo artigiani e siamo orgogliosi di spingere la nostra arte fino al limite. La specificità di Hermès Editeur è la nostra abilità a stabilire un dialogo con un artista in modo da produrre una serie limitata dei suoi lavori su seta. La questione non è legata alla quantità della produzione seriale; in quanto artigiani siamo capaci di adattare i nostri strumenti alla sfida data da un artista o all’immagine che vogliamo produrre.

by Arianna Rosica