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Varese — Un saluto a Luciano Giaccari

Inatteso, inaspettato. Un fulmine a ciel sereno in questa torrida estate avara di temporali. Se n’è andato senza nemmeno una didascalia, lasciandoci soli, senza il suo appoggio fondamentale, per le sue Manifestazioni Celebrative.
Mi mancheranno le sue improbabili mail notturne, i fogli sparpagliati che tentavo di ordinare ogni volta che mi recavo nel suo studio notarile, le telefonate sempre piene di buoni propositi, i suoi due tiri di sigaretta, lui, non fumatore, che mi strappava dopo il caffè… Il 4 agosto 2015 se n’è andato Luciano Giaccari, il fondatore e l’ideatore di uno degli archivi video più rilevanti nel mondo dell’arte.

La sua attività si sviluppò sia in campo teoretico che produttivo con un continuo rimando tra i due campi che si influenzarono spesso reciprocamente. L’attività teoretica partì già nel 1968 quando, nell’ambito della manifestazione “24 Ore di no Stop Theatre” da lui organizzata, elabora il progetto “Televisione come Memoria” oggi considerato l’atto di nascita della video-documentazione in tempo reale di eventi artistici performativi. Seguì poi la “Classificazione dei modi d’uso del Video in Arte” del 1972/73, basata sulla distinzione tra “video diretto” e “video mediato”, risultata il primo elaborato tassonomico sulla Videoarte e che, pubblicata a New York nel 1975, andò a co-generare la suggestiva e drastica distinzione adottata negli USA tra video caldo=creativo e video freddo=documentativo. Seguirono quindi i progetti techno-museali “MUel-il museo elettronico” (presentato in due sale a La Biennale di Venezia del 1993) e il progetto “Porziuncola” per un Network web-museale planetario.

Quanto all’aspetto produttivo di video l’attività di Giaccari si svolse realizzando contemporaneamente, fin dagli inizi, sia video d’artista (videotape) sia video-documentazioni o meglio “restituzioni” in tempo reale di eventi artistici performativi.
Non si limitò solo all’ambito di intervento del video alle arti visive, ma lo estese a vari altri campi della creazione artistica quali Performance, Musica, Danza, Teatro, Design, Poesia. Entrambi questi fattori risultarono decisamente controcorrente in quanto agli inizi del fenomeno Video in Arte sia negli USA che in Europa si privilegiarono prevalentemente il video d’artista da un lato e l’ambito delle arti visive dall’altro, per cui le “anomalie” del lavoro di Giaccari costituirono di fatto una sorta di originale “via italiana” al video. Le scelte di Giaccari furono legate anche al fatto di essere probabilmente l’unico videomaker in Europa, sicuramente in Italia, a non avere una matrice galleristico tesa principalmente a “oggettualizzare” nel video forme d’arte “volatili” (Body art) o intrasportabili (Land art). La Videoteca, sulla base della sua diversa vocazione di impronta marcatamente museale, ha realizzato nel tempo un patrimonio in video di oltre 1.000 titoli relativo alle varie forme di ricerca artistica che, in quanto “restituisce e preserva“ le più significative sperimentazioni a partire dai primi anni ’70. Allo scopo di rivisitare l’attività oramai ultra-quarantennale della Videoteca, analizzandola nel contesto storico in cui si è sviluppata, erano state ideate dallo stesso, con il titolo MEMORIA DEL VIDEO, una serie di eventi celebrativi che ne evidenziassero le più significative peculiarità.
Le Celebrazioni del 40ennale della Videoteca Giaccari erano state precedute da una serie di “anteprime” costituite da diversi eventi: le video-saletta sullo Studio 970 2 alla mostra Il Grande Gioco alla Rotonda della Besana Milano nel febbraio 2010; la presentazione video “Collage-Decollage” a In Video 2011– Distanze Variabili nello Spazio Oberdan di Milano; l’intervento d’apertura con Renato Barilli e Anna Notaro al convegno Rewind Italia sulla storia del Video in Italia al Macro di Roma nell’aprile 2012; la video-saletta con Memoria del Video alla Mostra Addio anni 70 a Palazzo Reale a Milano (con 4 monitor dedicati al videotape e alle performance e 2 videoproiezioni dedicate a video-documentazioni di musica, danza, teatro) nel maggio 2012; l’intervento con presentazione di compilation di video sulla performance al convegno interno alla mostra Ghostart presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano nel febbraio 2013; la mostra “Memoria del Video” al Festival internazionale di Poesia di Genova 2013 nello spazio della regione Liguria nel giugno 2013; le 2 video-salette con Memoria del Video a mostra Anni ’70. Arte a Roma al Palazzo delle Esposizioni (con una video-saletta di 9 monitor dedicata al videotape e una di 9 monitor dedicata alle video-documentazioni di performance, musica, danza, teatro ) nel dicembre 2013.Nel settembre 2014, inoltre, il Centre pour l’art contemporain di Ginevra, sotto la direzione di Andrea Bellini, gli ha dedicato una retrospettiva LA MEMORIA DEL VIDEO, durante la Biennale dell’Immagine in Movimento. Questa fu l’occasione per instaurare una collaborazione che poi si è estesa tra Videoteca, CAC, Fondazione Pinault e in Between Art Film per la digitalizzazione e promozione di questo enorme patrimonio. Ho potuto partecipare a parti di questo progetto.Sono momenti che porterò nel cuore, nella mia memoria, una memoria sui video creati da Luciano Giaccari.Questa per me è l’occasione, tardiva, per ringraziarlo. Ringraziare quello che ha fatto per me e per la storia dell’arte. Forse non gliel’ho mai detto abbastanza. La tristezza si intreccia a un mare di ricordi che diventeranno indelebili. Questo ringraziamento si estende a sua moglie, Maud, che gli è sempre stata a fianco e che ho l’onore di conoscere. Sperando che insieme riusciremo a realizzare il sogno di restituire a tutti LA MEMORIA DEL VIDEO.

Giorgia Quadri