Recensione /

Marcello Jori Fondazione Marconi / Milano

Marcello Jori, Le Grand Jour à l'Ile de la Grande Jatte, 2012. Colori acrilici diluiti, su carta a mano elaborata su tela, 197 x 296 cm. Courtesy Fondazione Marconi, Milano
Marcello Jori, Le Grand Jour à l’Ile de la Grande Jatte, 2012. Colori acrilici diluiti, su carta a mano elaborata su tela, 197 x 296 cm. Courtesy Fondazione Marconi, Milano

Marcello Jori sarebbe il perfetto protagonista di un ipotetico sequel del film di Woody Allen, “Midnigth in Paris”. Qui però non ci troveremmo più di fronte a uno scrittore americano, ma a un artista italiano che, perdendosi per le vie di Parigi, incontra i suoi miti del passato.

La mostra alla Fondazione Marconi nasce dal dialogo immaginario che l’artista di Merano ha da tempo intrapreso con alcuni maestri della storia dell’arte. In questo caso, il suo interlocutore privilegiato è Georges Seurat, padre del pointillisme e autore del famoso dipinto Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande-Jatte. È proprio su quest’opera che Jori concentra tutta la sua attenzione. Per circa quattro anni ha lavorato al nuovo progetto espositivo, soggiornando spesso nella capitale francese. Come un novello Seurat, ha rivissuto ogni aspetto preparatorio dell’opera recandosi a La Grande-Jatte (un isolotto sulla Senna), dove il maestro francese realizzò en plan air alcune versioni del dipinto. Armato di macchina fotografica, di fogli per schizzi e acquarelli, ha appuntato ogni riflessione, ogni sensazione che il luogo gli trasmetteva al variare della luce e delle stagioni.

Le opere definitive di Jori sono delle versioni di quel capolavoro con l’aggiunta di varianti che ne alterano l’aspetto originario. Ci mostrano il soggetto di Seurat d’inverno, durante una nevicata o in un pomeriggio d’estate, all’imbrunire, il tutto realizzato con una tecnica personalissima, attraverso l’uso di acrilici diluiti su carta artigianale fusa con la tela. L’effetto finale è sorprendente, l’opera emblema del pointillisme vive, così, una sorta di processo rigenerativo che ne esalta gli aspetti cromatici e narrativi.

Il percorso espositivo è suddiviso in due piani: in quello inferiore sono esposte circa venti tele di grande formato, strettamente legate al ciclo propriamente titolato “Le Grand Jour à à l’Île de la Grande-Jatte”, mentre in quello superiore altre dieci opere documentano i momenti salienti del soggiorno parigino dell’artista. La mostra si conclude con un nuovo “libro” della collana Gli albi dell’avventura, interamente scritto e illustrato dall’artista, in cui racconta in prima persona il suo viaggio à rebours, insieme reale e fantastico, sulle tracce di Georges Seurat.

giuseppe veneziano