Recensione /

Franco Vaccari – Sanja Ivekovic´ P420 / Bologna

Franco Vaccari, Esposizione in Tempo Reale num.7, Mito Istantaneo, 1974. Materiali vari, 33 x 64 cm. Courtesy P420, Bologna
Franco Vaccari, Esposizione in Tempo Reale num.7, Mito Istantaneo, 1974. Materiali vari, 33 x 64 cm. Courtesy P420, Bologna

 

Da un paio di anni si assiste a un rinnovato interesse verso la performance e le sue pratiche, espressione di un ritorno di linguaggi attenti invece alla centralità dell’uomo e alle dinamiche relazionali del quotidiano. La necessità di arte come “esperienza”, che fa della socialità il fulcro di azione dell’opera, non è un paradigma sconosciuto; tuttavia oggi si tende a confondere azione, performance, happening, facendo confluire l’unicità di ognuna in un solo genere indifferenziato.

La mostra “The Opening”, dedicata alle figure pioneristiche di Sanja Ivekovi e Franco Vaccari, è l’occasione per approfondire il campo d’azione dell’happening, offrendo uno sguardo privilegiato sul loro lavoro di avanguardia portato avanti negli anni Settanta quando le pratiche performative mostravano vitalità e sperimentazione senza precedenti. Ivekovi  e Vaccari ribaltarono le posizioni percettive tra chi agisce, chi guarda e chi è guardato, spostando l’attenzione sui processi relazionali e gli automatismi inconsci della collettività. E soprattutto, trasformando il pubblico in un attore tanto attivo quanto determinante per la buona riuscita dell’opera.

Sanja Ivekovi  fece del coinvolgimento spettatoriale la matrice di tutte le sue azioni, volte a esplorare i significati di un’identità femminile minacciata e costretta tra politiche consumistiche, dinamiche sociali di potere, immaginario collettivo e nuove tecnologie. In mostra, filmati e fotografie di alcuni suoi celebri happening tra cui Inter nos (1978), dove l’artista e gli spettatori interagiscono da postazioni diverse toccandosi e comunicando attraverso il dispositivo mediatico del video, e Meeting Points (1978), in cui la percezione dell’opera è determinata dalla presenza o dall’assenza del pubblico che modificano i significati dell’azione.

Con il suo concetto di “Esposizione in tempo reale”, Franco Vaccari introdusse nell’happening il concetto di “tempo reale” e l’idea duchampiana di occultamento del lavoro dell’artista. Eclissando la sua presenza a favore del pubblico, Vaccari fece sì che l’opera potesse accadere e compiersi solo grazie all’intervento attivo dello spettatore.

by Marinella Paderni