Recensione /

Maloberti / Kimsooja / Citter Galleria Raffaella Cortese, Milano

Veduta della mostra di Marcello Maloberti  presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2014
Veduta della mostra di Marcello Maloberti presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2014

Con una triplice inaugurazione in contemporanea, la galleria Raffaella Cortese ha presentato un nuovo spazio espositivo che va ad aggiungersi alla main gallery e al secondo spazio, tutti situati su via Stradella. Una sorta di “galleria diffusa” che, in occasione dell’opening, ha trasformato la via in una vivace platea artistica.

A inaugurare il nuovo spazio un progetto inedito di Marcello Maloberti dal titolo “Marcello”, interamente dedicato alla scrittura, con una corposa raccolta di scritti dell’artista realizzati dal 1990 a oggi. Presentati sotto forma di album sfogliabili e installati su dei tavoli-scultura minimalisti, gli aforismi dell’artista esplorano il potenziale immaginifico della parola  che si sostituisce alla visionarietà dell’immagine.

L’evanescenza di una materia mutabile come la luce e la pregnanza profonda del buio sono i soggetti di un sublime lavoro fotografico di Kimsooja, presentato nella seconda galleria. In queste immagini di grande formato l’artista coreana crea uno sconfinamento visivo, dall’intenso afflato poetico, tra natura e uomo, luce e oscurità, evocando l’idea di un terzo spazio interiore in cui sono superati i limiti tra esterno e interno.

L’universo dell’infra-sottile è indagato anche da Keren Cytter ma sul piano delle relazioni intime, della difficoltà di condividere lo stesso linguaggio delle passioni in una società che spettacolarizza il banale, il prosaico, il trash.

Nella main gallery l’artista israeliana ha presentato un nuovo lavoro filmico dal titolo Siren, in cui gli intrecci idiosincratici di amore, sesso, follia e morte sono restituiti attraverso l’utilizzo di un’estetica low delle immagini (come quelle realizzate con smart-phone), che evidenziano la banalità imperante dei processi di massificazione e di circolazione della rappresentazione visiva. 

Grandi pelli appese al soffitto, su cui la Cytter ha disegnato in bianco e nero alcuni oggetti presenti nel filmato, formano un sipario leggero, evanescente, tra l’installazione video e il secondo progetto della mostra — il video inedito Ocean, sul tema del tradimento della lotta all’Aids — in cui per la prima volta viene creato un rapporto face to face tra lo spettatore e il video.

by Marinella Paderni