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Jani Ruscica — Ottozoo, Milano

 

In controtendenza rispetto alla velocità di creazione e al consumo frenetico di immagini, tipico della nostra epoca, il lavoro dell’artista finlandese Jani Ruscica indaga dinamiche differenti, negando proprio la spettacolarità e il trionfo della manipolazione – memore delle riflessioni di Dogma 95 e Lars von Trier – con un approccio che respinge la logica di una visione distratta, superficiale. Oscillando tra cinema, video arte, documentari sperimentali, teatro, performance, instaura con il fruitore una trama dialettica, una visione critica, che procede per frammenti, per tentativi.
Nel video Screen Test (for a Living Sculpture), si susseguono tre brevi sequenze in successione, prive di sonoro. Entro un impianto scenico minimale, sullo sfondo di edifici in mattoni che potrebbero appartenere a qualsiasi metropoli, due attori compiono movimenti impercettibili e ripetuti. Nevica, il freddo siderale sembra coprire l’epidermide delle statue viventi. “Accadimenti” che, in un gioco di riflessi, proseguono nelle fotografie e nei collage.
Ruscica mette in campo, per stratificazioni e rivelamenti, il rapporto tra il qui e ora della performance e la riproducibilità del video, il confine tra staticità della scultura e movimento dell¹azione performativa, tra volume e materia; attraversando come un flusso le codificazioni di diversi linguaggi. Lo scambio, i contrasti, la coesistenza nello stesso spazio di questi diversi punti di vista concorre a creare slittamenti percettivi e cognitivi, attivando interrogativi e visioni molteplici sul concetto di identità, per affrontare inquietudini e complessità del mondo contemporaneo.

 

Francesca Caputo