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New York Spring — Biennale Whitney Museum

Inizia oggi con l’inaugurazione della Biennale del Whitney la maratona newyorkese dedicata all’arte contemporanea. Due settimane in cui artisti, curatori e operatori di settore saranno nella Grande Mela per seguire tutti gli eventi di arte contemporanea.

I curatori, Francesco Bonami e Gary Carrion-Murayari, quest’anno hanno optato per una “riscoperta” di artisti meno giovani e già affermati. Un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti edizioni, un mix bilanciato fra arte giovane ed “established”.

Fra i veterani ci saranno Ari Marcopoulos, Michael Asher, Charles Ray, Robert Williams, James Casebere, Huma Bhabha, George Condo, Suzan Freon, Robert Grosvenor, Babette Mangolte, Lorraine O’Grady, Nina Barman, Dawn Clemente, Julia Fish, Roland Flexner, Maureen Fallace, Jim Lutes. Il titolo, che non evoca nessuno specifico tema ma ripete solo le cifre dell’anno in corso “2010”, rimanda ad un’ idea curatoriale precisa e netta, la necessità di mettere in scena l’influenza del passato sulle recenti produzioni artistiche contemporanee, proprio quelle targate two thousands and ten.

Non è un caso che il quinto piano del Museo sarà dedicato ad artisti della collezione i cui lavori erano stati presentati nelle precedenti otto edizioni. La mostra che aveva inaugurato il 26 gennaio dal titolo “Collecting Biennals” ben dialoga con il taglio curatoriale della biennale di quest’anno.

Il 27 febbraio al P.S.1 Marina Abramović firmerà la monografia a lei dedicata in occasione della sua retrospettiva al MoMA, che aprirà il 14 di marzo. Per la stessa serata l’artista ha invitato Davide Balliano per la performance But I Wasn’t Young Anymore.

Il 3 marzo è invece previsto uno degli appuntamenti internazionali più attesi della stagione: la mostra “Skin Fruit” che aprirà il ciclo “The Imagery Museum”, ospitato negli spazi del New Museum. Curata da Jeff Koons, la mostra esporrà per la prima volta negli U.S.A. una delle collezioni d’arte contemporanea più importanti al mondo, quella del collezionista greco Dakis Joannou, fondatore della Deste Foundation. L’appuntamento ha suscitato tanto scalpore per il fatto che Dakis, oltre a essere fra i trustee del museo newyorkese, è anche uno dei maggiori collezionisti di Koons, questa volta in veste di curatore. Fra gli artisti in mostra: David Altmejd, Janine Antoni, Nathalie Djurberg, Robert Gober, Terence Koh, Kiki Smith, Kara Walker e Franz West. “Skin Fruit” includerà inoltre una rivisitazione dell’opera Revolution Counter-Revolution (1990/2010) di Charles Ray e le “sculture viventi” di Sehgal e Pawel Althamer.

Il 4 marzo ci si sposta sulla 55th Avenue per una delle più grandi fiere d’arte contemporanea al mondo: The Armory Show. La fiera continua la sua strategia vincente, molto più orientata al business che ai party modaioli che caratterizzano invece fiere europee dello stesso livello, come Art Basel e Frieze. Confermati anche gli “eventi satellite” di PooL, Pulse e Scope.

Un altro Save the date è il 4 marzo con INDEPENDENT, un forum ibrido concepito da Elizabeth Dee e Darren Flook negli spazi no profit di Initiative X e del Dia Center for the Arts.

L’iniziativa vedrà fra i suoi protagonisti gallerie commerciali, curatori indipendenti, spazi no profit, fondatori, e altri membri di INDEPENDENT. Un meccanismo che vuole opporsi al solito application process delle fiere istituzionali. L’evento sarà caratterizzato anche da lecture e performance a cui si potrà assistere in modo gratuito. Fra i partecipanti: The Approach (Londra), Artists Space (New York), Laura Bartlett (Londra), BolteLang (Zurigo), Bortolami Gallery (New York), Galerie Isabella Bortolozzi (Berlino), Elizabeth Dee (New York), Dispatch (New York), Farimani Gavlak Gallery (Palm Beach), gb agency (Parigi), Hard Hat (Ginevra), Hotel (Londra), Galerie Ben Kaufmann (Berlino), Johann König (Berlino), Andrew Kreps Gallery (New York), Kate MacGarry (Londra), McCaffrey Fine Art (New York), Mestre Projects (Barcelona/New York), mitterrand + sanz (Zurigo), Moss/Westreich-Wagner (New York), New Galerie (Parigi), October, Maureen Paley (Londra), Renwick Gallery (New York), Reserved for Leo Castelli, Rodeo (Istanbul), Sabot (Cluj-Napoca), Stuart Shave/Modern Art (Londra), Sutton Lane (Londra/Parigi), White Columns (New York), Winkleman Gallery (New York), Galerie Jocelyn Wolff (Parigi), Zero (Milano). Se gli orari di apertura e la possibilità di trovare un taxi lo permetteranno, nella stessa giornata si svolgerà al MoMA, in concomitanza della mostra a lui dedicata (inaugurata il 24 di febbraio), la performance dell’artista sudafricano William Kentridge, I am not me, the horse is

not mine, basata sulla breve storia The Nose (1837) scritta dallo scrittore russo Nikolai Gogol. La storia racconta di un burocrate russo che al risveglio scopre di aver perso il suo naso e decide di bendare la ferita con un pezzo di stoffa di dimensioni giganti rispetto al suo corpo.

Se la permanenza a New York dura ancora, allora si può fare un salto al MoMA per Pictures by Women: A History of Modern Photography, una selezione di fotografie scattate da artiste, dal moderno all’attualità. Fra i nomi: Diane Arbus, Berenice Abbott, Claude Cahun, Imogen Cunningham, Rineke Dijkstra, Florence Henri, Roni Horn, Nan Goldin, Helen Levitt, Lisette Model, Lucia Moholy, Tina Modotti, Cindy Sherman, Kiki Smith, and Carrie Mae Weems.

Non dimenticate poi che questi sono anche gli ultimi giorni per visitare la mostra dedicata a Tino Sehgal al Guggenheim, aperta fino al 10 di marzo.

Per chi vive a NY sarà anche normale, ma per noi turisti, il programma di viaggio ci sembra davvero busy!!!

www.whitney.org

www.thearmoryshow.com

www.independentnewyork.com

www.newmuseum.org

www.ps1.org

www.guggenheim.org

Francesco Scasciamacchia